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Lug 3, 2019

Eco sacchetto: lo shopper che si può buttare nell’umido

I sacchetti sono emblema dell'impatto negativo dell'uomo sulla natura. Dispersi in mare vengono confuse dai predatori come meduse, causandone la morte. Ma non sono tutti uguali...

Comprare pesce fresco o un pollo arrosto e, una volta arrivati a casa buttarne gli avanzi nel raccoglitore dell’umido, sacchetto compreso, potrà essere presto un gesto consueto. L’Eco sacchetto (nome ufficiale: Eco Sacco Barriera) è appena stato inventato da Adercarta Spa, azienda bresciana leader nel settore dei sacchetti di carta con una produzione di 5 milioni di pezzi al giorno.

La ricerca di nuovi materiali sempre più sostenibili ha portato l’azienda alla creazione di questo sacchetto realizzato con carta speciale semitrasparente, spalmata a freddo con un sottilissimo strato di resina ecocompatibile che lo rende impermeabile all’acqua e ai grassi. Il sacchetto quindi è ideale per rosticcerie, pescherie e grande distribuzione organizzata, rispettando le più rigide norme alimentari ed igieniche. La carta deriva dalla filiera FSC Forest Stewardship Council che certifica la Gestione Forestale Responsabile, con materiali prodotti in Italia.

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Il sacchetto è così innovativo e sostenibile che si è meritato il primo premio come Best Packaging 2019, l’oscar dell’imballaggio, contest promosso da Istituto Italiano Imballaggio in collaborazione con Conai Consorzio Nazionale Imballaggi.

Le motivazioni del premio a Eco Sacco Barriera

Il riconoscimento ha voluto premiare Adercarta per “la semplificazione della raccolta differenziata, dove anche il sacchetto contaminato dal cibo può essere raccolto nell’umido, la facilitazione della gestione, l’ottimizzazione nella fase di trasporto e il risparmio di materia prima”.

“Il Premio Ambiente ci rende particolarmente orgogliosi – ha commentato Ennio Loda, amministratore delegato dell’azienda– Riconosce infatti un percorso che ci vede impegnati da decenni, convinti come siamo che l’impiego dei monomateriali riciclabili e sicuri, opportunamente innovati per adattarli al mercato, possa davvero rappresentare l’orizzonte più auspicabile”

La sostenibilità dell’ eco sacchetto

Il sacchetto è progettato con un doppio fondo che lo sigilla e garantisce la perfetta tenuta ai liquidi. Utilizza il 20% in meno di carta di un analogo sacchetto, riduce del 45% la materia prima complessiva, riduce del 40% gli scarti, permette quindi un risparmio energetico ed è al 100% riciclabile, biodegradabile e compostabile.

La carta materiale da valorizzare

Ogni italiano in media produce 200 chilogrammi di imballaggi all’anno. Gli imballaggi sono sempre più evoluti, più performanti ma spesso composti da materiali diversi difficili da separare, recuperare e riciclare. Negli ultimi tempi nel settore dell’imballaggio si sta puntando molto sulla bioplastica, che ha il vantaggio di non derivare dal petrolio ma da materie prime rinnovabili, ma non necessariamente è riciclabile o biodegradabile.

Solo un paio di tipi di bioplastiche infatti sono biodegradabili ‘in natura’ senza quindi ricorrere a costosi processi industriali, come ci ha raccontato Paola Fabbri Professoressa associata del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna.

Recentemente ha fatto discutere lo studio dell’università inglese di Plymouth (qui lo studio) del biologo marino Richard Thompson che ha provato a far degradate in mare e nel terreno vari tipi di sacchetti, da quelli di plastica tradizionali, a quelli solo biodegradabili a quelli biodegradabili e compostabili.

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Lo studio ha confermato che “solo il sacchetto biodegradabile e compostabile – progettato per essere gestito nel circuito della raccolta dell’umido in appositi impianti industriali – anche se erroneamente disperso nell’ambiente per effetto di cattive abitudini (littering), va incontro a totale decomposizione in ambiente marino in soli tre mesi e presenta un impatto ambientale ridotto” come sottolinea Asso Bioplastiche.

Loda ci ha raccontato che: “La carta è al 100% riciclabile se pulita. Se invece è contaminata dal cibo, come nel caso del nostro Eco sacco barriera, grazie a una piccola quantità di additivi è compostabile”. Un prodotto quindi da valorizzare in chiave di sostenibilità ambientale.

Perché fare innovazione è importante

“Fare innovazione è l’unico sistema per essere diversi” ci ha raccontato Ennio Loda, Amministratore Delegato di Adercarta spa dopo aver ritirato il primo premio nel corso dell’evento “Imballaggio del futuro e sostenibilità ambientale” organizzato a Milano da H-FARM e Repubblica.

“Il mercato finale italiano non riesce però ad apprezzare a pieno queste innovazioni, si cerca il prezzo più basso piuttosto che il prodotto migliore, mentre in Europa apprezzano di più l’innovazione anche in questo settore” ha aggiunto.

“Il lavoro è stato fatto in team anche con le cartiere Emolli e altre aziende che ci hanno aiutato a trovare i materiali giusti per renderlo impermeabile” ha concluso Loda.

Il prodotto è stato appena creato e non è ancora in commercio, sta ultimando le fasi di certificazione per prepararsi all’ingresso sul mercato. Ora la scommessa è quella di andare a cercare gli interlocutori nella distribuzione per personalizzare il prodotto in base alle esigenze specifiche.

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