Terzo settore, previsto un 2019 ricco di investimenti - Impact
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Ultimo aggiornamento il 5 luglio 2019 alle 4:33

Terzo settore, previsto un 2019 ricco di investimenti

Circa il 70% delle imprese e delle cooperative sociali prevede una crescita di entrate. Si registra poi una forte intenzione a investire ricorrendo a strumenti di finanza a impatto sociale o finanza agevolata

Per il Terzo settore il 2019 dovrebbe essere un anno molto positivo sul fronte delle entrate e degli investimenti. È quanto emerge dall’ottava edizione dell’Osservatorio su “Finanza e Terzo settore” promosso da UBI Banca e AICCON (Associazione Italiana per la promozione della Cultura della Cooperazione e del Non Profit).

Previsioni sul Terzo settore in numeri

Secondo i dati raccolti dall’indagine, le previsioni per il 2019 si confermano molto positive: il 69,2% e il 74,8% dei soggetti prevede rispettivamente entrate da contributi ed Enti Pubblici e da mercato stabili o in crescita. Il report evidenzia poi il dato sulle S.r.l. con qualifica di impresa sociale: il 79,3% prevede una situazione stabile o in crescita circa le entrate derivanti dalla vendita di beni e servizi sul mercato, con il 34,5% di questo tipo di soggetti sicuri di un miglioramento.

Quanto a consapevolezza sugli strumenti di finanza a impatto sociale, sono proprio le S.r.l. con qualifica di impresa sociale e i consorzi a mostrare una maggiore conoscenza, rispettivamente intorno al 45% e al 43%, valori più alti se paragonati al 36% del campione totale.

 

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Il 33,8% di chi conosce il tema è interessato all’utilizzo (16,9%) o sta già utilizzando (16,9%) strumenti di questo tipo. Le S.r.l imprese sociali (30,8%) e le cooperative di tipo B (29,2%) mostrano livelli più elevati di utilizzo della finanza a impatto sociale. Le prime perché sono capaci di includere nella governance soggetti investitori, le seconde perché sono i soggetti della cooperazione sociale con più forte orientamento al mercato. Lo strumento più conosciuto e utilizzato risulta essere quello della finanza agevolata (es. Fondo Rotativo per le imprese del MISE, fondi agevolati BEI, ecc.).

Il ruolo degli istituti bancari

Il rapporto sul Terzo settore conferma inoltre che la prima fonte di copertura degli investimenti effettuati negli ultimi 3 anni è costituita dagli istituti bancari (43,3%) che superano, seppur di poco, l’autofinanziamento (40,7%). In evidenza l’indicazione di soggetti privati tra le modalità utilizzate per coprire gli investimenti effettuati, dichiarata dall’8,2% dei soggetti intervistati.

Le imprese che hanno fatto richiesta di finanziamento alle banche negli ultimi 3 anni si sono viste concedere in media circa il 76% dell’importo atteso. La principale modalità di impiego dei finanziamenti ottenuti è data dagli investimenti a medio-lungo termine (54,7%); dopo tre anni di indagine questa scelta torna ad essere la prima per i soggetti appartenenti al mondo della cooperazione sociale.

 

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Inoltre, 2 organizzazioni su 3 del Terzo settore prevedono investimenti per il 2019. Nel 52,2% dei casi i soggetti intervistati pensano di coprire con l’autofinanziamento, seguito dall’affidamento agli istituti bancari (28,8%); anche in questo caso in evidenza l’indicazione di soggetti privati tra le fonti di copertura (9%) – preferita soprattutto, come prevedibile, dalle S.r.l. con qualifica di impresa sociale e in aumento rispetto alle precedenti edizioni per quanto riguarda il mondo della cooperazione sociale.

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