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Ago 2, 2019

Costumi da mare in tecno-tessuto contro l’inquinamento

A Bergamo una azienda produce costumi da bagno con tessuti riciclati (usando anche vecchie reti da pesca) per difendere il nostro mare

L’estate si sa è sinonimo di mare, spiaggia, relax e divertimento. Ma l’estate è anche e, soprattutto, sostenibilità. Lo hanno capito bene alcune case produttrici di costumi da bagno che hanno puntato sul green, come Carvico e Jersey Lomellina (qui il sito). Si tratta di un gruppo che non produce direttamente i costumi, ma i tessuti riciclati di cui si servono i brand per confezionare i loro costumi sostenibili.

Costumi? Riciclati è meglio

Ogni anno in mare finiscono 8 milioni di tonnellate di rifiuti (secondo fonti FAO e UNEP) e tra questi 640mila sono le tonnellate di reti da pesca abbandonate negli oceani. Se le cose dovessero continuare in questo modo, nel 2050 il mare potrebbe contenere più spazzatura che pesci. Per evitare questa catastrofe servirebbe una presa di consapevolezza di ognuno e un radicale cambiamento di mentalità.

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Carvico e Jersey Lomellina sono impegnate in prima linea per scongiurare il pericolo e dal 2016 sostengono “Healthy Seas” un’iniziativa che unisce un’associazione non governativa ad altre realtà industriali che condividono una missione comune: unire le forze per ripulire le acque del pianeta dall’inquinamento marino, tra cui le cosiddette reti fantasma, responsabili della morte di tantissimi abitanti del mare.

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“L’idea di puntare su tessuti riciclati che mantenessero gli standard di eccellenza tipici di Carvico e Jersey Lomellina è nata quasi come una sfida, da un’esigenza che il Gruppo Carvico sente forte sin dalla sua origine: rispettare l’ambiente. Questo attraverso gesti concreti che possano realmente contribuire a preservare la salute del nostro pianeta”, ci spiegano dall’azienda. “Un’idea che con anni di studio e ricerca si è trasformata in realtà. Oggi abbiamo 15 tecno-tessuti realizzati con materiali riciclati. Sono infatti 100% riciclati, prodotti con nylon rigenerato (dalle reti da pesca abbandonate nei mari, da materiali di scarto pre e post consumer come fluff dei tappeti, tulle ecc.) e derivanti dalle bottiglie di plastica riciclate. Diamo vita a tessuti di alta qualità dall’anima green”.

Le azioni nel concreto

Il gruppo Carvico, inoltre, collabora con le comunità di pescatori, per attuare azioni di prevenzione sull’inquinamento causato dalle reti da pesca inutilizzate, cercando nuove soluzioni per uno smaltimento sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico. Inoltre, conduce programmi educativi per promuovere l’importanza di una scelta ecologica responsabile.

Oggi abbiamo 15 tecno-tessuti realizzati con nylon rigenerato

“Siamo convinti che siano proprio i piccoli gesti che, sommati gli uni con gli altri, possono davvero fare la differenza. È per questo che la nostra politica aziendale è costituita da tanti tasselli collegati tra loro da un denominatore comune: sostenere l’ambiente”.

“Siamo tra le prime aziende ad aver aderito al protocollo di Kyoto, nel 2005, e da allora ogni nostra azione cerca di percorrere la strada della sostenibilità: dall’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, così da monitorare, ridurre e abbattere gli sprechi ed eliminare il maggior numero di residui inquinanti, alla certificazione con dati trasparenti dei risultati ambientali ottenuti. Dalla raccolta differenziata, alla sensibilizzazione dei nostri dipendenti e dei nostri clienti al rispetto per l’ambiente”.

Dalla parte dei consumatori

“L’andamento delle collezioni ecosostenibili del Gruppo è in continua e costante crescita. La risposta del mercato a questi tessuti è stata da subito molto positiva e dopo anni si può dire che questa sfida si stia rivelando una vera e propria scelta di successo. Una crescita importante, che aumenta di anno in anno, che ci spinge a continuare su questa strada ed incita ad arricchire le collezioni ecosostenibili del Gruppo”.

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