Biovecblok, la startup che combatte le zanzare in modo bio - Impact
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Ultimo aggiornamento il 12 agosto 2019 alle 6:13

Biovecblok, la startup che combatte le zanzare in modo bio

Le zanzare non vi fanno dormire? Gli spray tradizionali inquinano l'ambiente? Questa startup sta studiando un metodo naturale per debellarle

Fastidiose, rumorose e nocive. Le zanzare non sono molto simpatiche all’uomo che, anzi, cerca ogni escamotage pur di tenerle lontane dalla propria vita. Di metodi ne esistono tanti: dalle disinfestazioni agli insetticidi, dalle lampade agli spray. Ma c’è una startup che ha provato a fare di più tenendo in considerazione anche l’ambiente che ci circonda. Si tratta di Biovecblok (qui il sito).

Come combattere le zanzare tigre

Biovecblok è uno spin-off dell’Università di Camerino che sviluppa strategie innovative per il controllo delle zanzare che trasmettono malattie come malaria, dengue, Zika virus,chikungunya e febbre gialla. E’ una Società di Ricerca il cui scopo è sviluppare differenti approcci per il controllo delle popolazioni di zanzare vettrici, utilizzando composti naturali non tossici. “Finora le zanzare sono state trattate con metodi obsoleti dannosi sia per l’uomo che per l’ambiente. Noi le combattiamo con approcci bio e a impatto ambientale zero. Il ddt è stato usato per decadi per poi scoprire essere una sostanza molto pericolosa”, ci spiega Aurelio Serrao, Ceo di Biovecblok. 

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Le malattie trasmesse dalle zanzare sono molto pericolose. Ogni anno milioni di persone muoiono a causa delle loro complicanze. La World Health Organization ha inserito questi insetti tra le minacce più rilevanti per la salute. Questo accade soprattutto nelle nazioni in via di sviluppo. Non esiste un vaccino efficace.

I nuovi metodi di Biovecblok

Biovecblok vuole superare tutti quei limiti associati agli insetticidi chimici attualmente impiegati, attraverso lo sviluppo di biotecnologie innovative, ecologiche, innocue per l’uomo ed economicamente sostenibili, in grado di diminuire il numero di zanzare vettrici e, conseguentemente, di ridurre la loro capacità di trasmettere malattie. “In Italia il principale problema è la zanzara tigre”, ci spiega Aurelio.

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“Negli ultimi anni sta aumentando e sta un po’ cambiando le nostre abitudini. Si stanno sviluppando resistenze da parte delle zanzare per alcuni insetticidi tipo le disinfestazioni che si vedono fare a luglio. Spray che, però, non possono nulla contro le uova già deposte quindi un grosso errore è che non viene seguita da un monitoraggio per sapere come e quando si sviluppano le zanzare e come agire in tempo. In Italia è un po’ un palliativo”.

L’approccio bio

“Noi stiamo sviluppando un approccio alternativo in cui andremo a rilasciare dei maschi di zanzara tigre portatori di un batterio che poi trasmettono, nell’accoppiamento, e le femmine diventano sterili. Stiamo già facendo dei test. Un approccio già lanciato in California. Noi siamo i primi in Europa a sviluppare questa cosa. È un approccio bio con batteri naturali presenti negli insetti”. Il ceo di Biovecblok ha poi spiegato nel dettaglio cos’altro hanno in mente: “Poi abbiamo sviluppato un repellente anche questo a base naturale. Molti di quelli in commercio risultano essere tossici, secondo nostri test. I nostri sono a base di piante e hanno la stessa durata. Il mio collega è stato con la mano in una teca piena di zanzare femmine, che sono quelle che pungono, e abbiamo misurato il tempo prima che venisse punto. Dopo 6 ore. Uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo”.

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