Monopattini elettrici sotto la lente. Sono così green? Uno studio dice di no
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Ultimo aggiornamento il 30 agosto 2019 alle 9:54

Monopattini elettrici sotto la lente. Sono davvero green? Uno studio lo smentisce

Secondo una ricerca, gli e-scooter inquinerebbero meno di un'auto elettrica ma più di un autobus diesel imbottigliato nel traffico. È possibile?

Dopo le accuse piombate dall’amministrazione parigina, esasperata dall’esplosione del fenomeno “monopattini” in città e lo stop di Milano alle startup dello sharing, un altro bastone finisce tra le ruote degli e-scooter. Si tratta di uno studio pubblicato su Environmental Research Letters che ha focalizzato la sua attenzione sulla sostenibilità legata al ciclo di vita del prodotto stesso. Ok, finché funziona non inquina perché va a elettricità, ma le sue parti sono facili da smaltire?

Perché i monopattini elettrici sono sotto accusa

La tesi dei ricercatori dell’Università della Carolina del Nord (Usa) che hanno elaborato la ricerca parte dal presupposto che l’impatto sull’ambiente del mezzo dipenda da più fattori oltre a quelli comunemente considerati: da come e dove il mezzo di trasporto viene prodotto, da quali materiali, dalla sua longevità media e pure da quali mezzi di locomozione andrà a sostituire. Il team che ha elaborato lo studio ha dunque preso in considerazione dati differenti dal solito. Non le emissioni del mezzo in sé e per sé considerato (pari a zero, essendo elettrico) ma quelle legate alla produzione, al trasporto, alla ricarica delle batterie, alla raccolta e allo smaltimento dei monopattini.

Andiamo con ordine e partiamo dalle emissioni legate alla produzione. Sarebbero elevate, sostiene la ricerca, proprio a causa dei materiali usati per creare i monopattini: non solo l’alluminio per la scocca è spesso affiancato da un gran numero di componenti plastici, ma anche il litio delle batterie ricaricabili. Entrambi non si prestano all’utilizzo di materiali riciclati. Inoltre, viene sottolineato, veicoli e componentistica sono per lo più realizzati in Cina e questo aumenta notevolmente l’inquinamento in fase di distribuzione. Alla produzione industriale sono poi da aggiungere altri fattori che impattano sull’ambiente, quali le continue ricariche e una longevità non troppo elevata.

I monopattini elettrici inquinerebbero meno di un'auto elettrica ma più di un autobus diesel imbottigliato nel traffico

Infine, gli studiosi fanno notare come il monopattino elettrico si sia nel tempo andato a sostituire alle care, vecchie, salutari, passeggiate. Solo il 34% degli intervistati, in assenza di monopattini si sarebbe rivolta all’auto, il 49% sarebbe andato a piedi, l’11% avrebbe preso un autobus e, infine, il 7% avrebbe rinunciato al viaggio. Sommando le risultanze dell’inquinamento industriale, quello legato alla componentistica, al trasporto, alla necessità di continue ricariche, per i ricercatori i monopattini elettrici inquinerebbero meno di un’auto elettrica ma più di un autobus diesel imbottigliato nel traffico.

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Anche lo sharing sotto accusa

Che problema c’è – si dirà – basta rivolgersi allo sharing, sempre più diffuso anche qui in Italia grazie alle startup del settore. Invece no, perché anche i  monopattini in condivisione, sostengono gli autori dello studio statunitensi, danneggiano l’ambiente. Soprattutto quelli che non devono essere riconsegnati in prossimità di una torretta di ricarica e che dunque devono essere alimentati da operatori in movimento, che spesso si servono di mezzi tradizionalmente inquinanti, come i motorini.

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Naturalmente questa non deve essere intesa come una demonizzazione di un mezzo comunque amico dell’ambiente. Semplicemente, la ricerca statunitense può suggerire su quali punti critici sarebbe necessario intervenire, a iniziare da monopattini realizzati con materiali riciclati.

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