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Ultimo aggiornamento il 26 agosto 2019 alle 7:08

La startup che lotta (anche online) contro l’abbandono dei cani

Il cane è il migliore amico dell'uomo, ma l'uomo ricambia? Non in estate. Le strutture che accolgono i quattro zampe sono aumentate e gli abbandoni sono diminuiti, ma l'odioso fenomeno continua a essere diffuso

Oggi in tutto il mondo si celebra la Giornata Internazionale del cane. Su Instagram e su Twitter è ricordata con #GiornataInternazionaleDelCane. Ma per festeggiare come si deve il nostro amico Fido ci vuole ben più di un hashtag. Anzitutto, dovremmo essergli fedeli. Soprattutto in estate. E non è certo un caso che questa ricorrenza cada proprio in questa stagione, la più critica per i cani (ma anche per i gatti), in cui gli abbandoni raggiungono picchi ancora elevati. Succede infatti ancora, nonostante siamo nel 2019, che si preferisca andare in “villeggiatura” e scaricare il proprio animale in strada o in aperta campagna per non averne ‘il peso’.

Il problema dell’abbandono

I numeri sull’abbandono sono ancora molto alti: su base annuale, sono stati registrati oltre 150.000 abbandoni. Sono circa 200.000, invece, i cani randagi, 650.000 quelli che vagano senza meta, mentre 80.000 sono tornati allo stato selvatico. Quando si abbandona un cane c’è il serio pericolo che muoia perché, essendo cresciuto in ambito domestico, non riesce a procurarsi da solo cibo e acqua. Senza parlare della paura nel rimanere da solo.

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Abbandonare Fido e Leo è un reato…

L’abbandono degli animali è un reato previsto dall’art. 727 del Codice penale punito con l’arresto fino a un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Partendo dal presupposto che nulla possa mai giustificare un atto così vile, ci siamo domandati se c’è davvero un problema nel portare i nostri amici a quattro zampe in vacanza con la famiglia. Ne abbiamo parlato con Domenico, fondatore di TripDoggy (qui il sito), primo operatore che organizza tour anche via Internet da fare insieme ai propri cani.

È difficile trovare strutture che accettino cani?

“Che non ci siano strutture che accettano cani e gatti, oggi, non può più essere ritenuta causa di abbandono“, spiega Domenico. “Sono sempre di più, per quantità e qualità, le offerte dedicate ai quattro zampe, quindi è impossibile non trovare una soluzione. E dove il cane non si può portare, tipo nei musei, in alcune strutture si offre il servizio di dog sitting”.

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“Stessa cosa per gli stabilimenti balneari. In questo caso non c’è una direttiva nazionale, quindi si rimanda alla regione. In Emilia Romagna, ad esempio, è vietata la balneazione per i cani, ma possono accedere in spiaggia. Ci vorrebbe più sinergia tra istituzioni e operatori”. TripDoggy è una startup che si occupa proprio di cercare hotel e alloggi che accettino cani e organizzare un viaggio, una escursione, un party o anche un semplice weekend. Attualmente si parla soprattutto dell’Italia, ma si sta aprendo anche all’Europa.

Di cosa si ha bisogno per portare un cane all’estero?

“Quando si esce fuori dall’Italia, ma già quando si va in Corsica o Sardegna prendendo il traghetto, la normativa richiede un passaporto per il cane da prendere all’Asl comunale ed è obbligatorio il vaccino anti rabbica“. Parlando con Domenico il più grande problema che emerge riguarda il trasporto: “Siamo rimasti a 30 anni fa. Trenitalia accetta i cani a bordo, ma se ci dovesse essere anche solo un passeggero che si lamenta, il controllore ha il diritto di farlo scendere alla prima fermata utile”.

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“Una mancanza di ospitalità a tutti gli effetti”, sentenzia il Ceo di TripDoggy. “I cani non possono viaggiare sui pullman, per non parlare dell’aereo che è la più grande difficoltà. Tutte le compagnie hanno dei limiti sulla taglia. Forse Air France permette quella più grande che è di 8 kg, quindi vuol dire escludere la maggior parte dei cani. Possono viaggiare in stiva, ma noi non prevediamo il trasporto aereo perché è molto pericoloso. La percentuale di morte è alta”.

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Tra i format previsti da TripDoggy c’è il tour di viaggio in gruppo. Tutti i partecipanti hanno un cane e c’è un coordinatore cinofilo che è un professionista. Una figura con una duplice funzione: organizzare attività esclusive per i partecipanti oltre che fare da supporto logistico per i vari cani.

Buone notizie

Una buona notizia è che rispetto agli anni scorsi la percentuale di abbandoni è diminuita, soprattutto lungo le autostrade. Questo, grazie alle segnalazioni degli utenti pronti a filmare con i loro smartphone atti tanto crudeli. Un buon deterrente si è poi rivelata essere anche la stimmate sociale che avviene sui social, quando i video sono diffusi e il responsabile ricoperto, letteralmente, di insulti. Importantissime anche le telecamere autostradali: sono diminuiti del 70% gli abbandoni nelle aree di sosta autostradali proprio perché quasi sempre videosorvegliate. Purtroppo adesso lo si fa soprattutto in luoghi più appartati, davanti ai canili o in città.

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“L’italia non sta messa così male”, ci spiega Domenico, “In Spagna è molto peggio. Ci sono poche strutture per cani e nei centri commerciali non possono entrare. Sono grandi amanti dei cani ma hanno una concezione non come membro della famiglia. Stessa cosa accade in Portogallo. Francia e Germania sono i più ospitali”.

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