Vecchi dirigibili per volare green verso il futuro. Greta approverà?
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Ultimo aggiornamento il 29 settembre 2019 alle 5:35

Vecchi dirigibili per volare green verso il futuro. Greta approverà?

Secondo uno studio questi giganti potrebbero sostituire molti spostamenti marittimi. Ma la sicurezza migliorerà?

In Europa lo chiamano flight shaming, un movimento di persone che rinuncia agli spostamenti aerei perché troppo inquinanti. Poi è vero che non tutti hanno la pazienza di Greta Thunberg di raggiungere New York attraversando in barca l’Oceano Atlantico. Che poi, per farlo senza inquinare, dovreste avere come la giovane attivista svedese una barca a vela con tanto di pannelli solari. L’inquinamento dovuto alle navi rappresenta una fetta in crescita delle emissioni di gas serra (il 3% in media a livello globale). In soccorso nel futuro dei trasporti, fatto curioso, i dirigibili sembrerebbero una soluzione più green per gli spostamenti più lunghi.

Volare green

Le potenzialità dei dirigibili per il settore dei trasporti sono contenute in uno studio di alcuni scienziati dell’International Institute of Applied Systems Analysis (IIASA) di Laxenburg, Austria, comparso su una rivista specializzata. Per far decollare mezzi ecologici, e soprattutto più sicuri che in passato, alcune aziende sono già al lavoro come la Hybrid Air Veichles (HAV), che lo scorso anno ha battezzato l’Aircraft 10, un gigante di quasi 100 metri di lunghezza. Più grandi sono le dimensioni del dirigibile, spiega lo studio, più cresce la sua capacità di sollevarsi in quota.

Lasciando stare i non sempre eccellenti test dell’Aircraft 10 – nel 2016 era “precipitato” al suolo, rimbalzando più volte come un pallone – lo studio ha suggerito l’utilizzo di dirigibili a una altitudine tra i 10 e i 20 km, sufficiente per sfruttare la forza dei venti. Grazie poi al trasporto di idrogeno a bordo, questi aerei del passato diventeranno una futura soluzione green, tutt’altro che lenta per di più. Al posto delle più inquinanti navi, sarà possibile oltrepassare mari e oceani, o lunghe distanze sui continenti, in questi enormi palloni.

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Dirigibili: allacciatevi le cinture

Tessute le lodi del vecchio dirigibile, non se ne possono però tacere i rischi e soprattutto i peggiori incidenti nella storia. Il più noto di questi, il 6 maggio 1937, avvenne negli Stati Uniti quando l’Hindenburg, partito qualche giorno prima da Francoforte (all’epoca i dirigibili erano l’unico modo per volare da una parte all’altra dell’Atlantico) andò in fiamme poco prima dell’atterraggio (qui sopra l’immagine presa dalla diretta dell’epoca). Delle 97 persone a bordo miracolosamente ne morirono soltanto 35, ma quell’incidente segnò definitivamente l’abbandono di questo mezzo di trasporto.

Qualche anno prima della tragedia dell’Hindenburg, l’USS Akron della marina statunitense fu il tragico protagonista dell’incidente aereo che provocò il maggior numero di vittime per quanto riguarda il trasporto su dirigibili. Era il 1933 e il mezzo stava sorvolando di notte la costa del New England negli Stati Uniti, ma a causa del maltempo continuò a perdere quota fino a schiantarsi in acqua. Le vittime furono più di 70.

Anche l’Italia ebbe le sue vittime. Nel 1928 il dirigibile Italia – un vero e proprio laboratorio volante – precipitò tra i ghiacci del Polo Nord durante una spedizione scientifica. Sei membri dell’equipaggio morirono, mentre 9 riuscirono a sopravvivere e a proteggersi all’interno della Tenda Rossa, un cimelio ancora oggi custodito nel Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Il colore – oggi è sbiadito del tutto – venne ottenuto dai superstiti utilizzando alcune fiale di anilina.

 

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