Auguri Renzo Piano: dieci progetti green dell'architetto della luce
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Ultimo aggiornamento il 14 settembre 2019 alle 7:23

Auguri Renzo Piano: 10 progetti green dell’architetto della luce

L'archistar festeggia 82 anni. Laureato al Politecnico di Milano, ha costruito in tutto il mondo focalizzandosi su opere altamente sostenibili

L’architetto Renzo Piano compie 82 anni. Genovese, classe 1937, si è laureato al Politecnico di Milano durante gli anni di boom economico, quando l’Italia viveva una (breve) epoca di benessere e ricostruzione dopo i difficili anni del dopoguerra. La sua resta una delle carriere più brillanti nel panorama internazionale: soprannominato l’architetto della luce è stato nominato senatore a vita nel 2013 dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Su un mappamondo immaginario potremmo avere visione di decine e decine di palazzi, edifici e complessi che ha disegnato ovunque. Ma quali sono i progetti più green, quelli abbracciati da foreste e verde, quelli che usano l’architettura per veicolare un messaggio di sostenibilità, che ha realizzato?

L’ufficio di Renzo Piano

Partiamo proprio dall’ufficio “domestico” di Renzo Piano, nella sua Genova. Il Renzo Piano Building Workshop (RPBW) è lo studio che l’architetto ha disegnato e progettato nel 1991. La sede affacciata sul mare ligure, si trova a Punta Nave.

«Il mio ufficio è un omaggio evidente alla mia terra – disse Renzo Piano – è sospeso tra la montagna e il mare, un po’ come siamo noi liguri». Su mille metri quadri circa, è costruito su un terreno terrazzato, quasi mimetizzato sulla parete della collina.

Dieci Padiglioni per la pace

Dall’altra parte del mondo, ma sempre con l’affaccio sull’acqua, Renzo Piano ha costruito il Centro Culturale Jean-Marie Tjibaou, nella città di Numea in Nuova Caledonia, un’isola a est dell’Australia. Il complesso è intitolato a un politico indipendentista assassinato nel 1989 ed è stato costruito come luogo di incontro tra la cultura Kanak e quella della Francia, che qui aveva un territorio d’oltremare. Dieci padiglioni distribuiti in un’area di oltre 8mila metri quadri, immersi nel verde dove l’architetto ha utilizzato materiali durevoli, tra cui legno d’iroko, legno lamellare, alluminio, acciaio e vetro.

Costruito con l’obiettivo di privilegiare sostenibilità e rispetto dell’ambiente, il Centro Culturale Jean-Marie Tjibaou vanta una mostra che racconta la cultura Kanak, sale per conferenze, una biblioteca e anche un auditorium. Per rinfrescare e garantire una ventilazione adeguata, tutti i padiglioni vengono attraversati dal vento grazie a un sistema di lamelle mobili in grado di regolar l’ingresso dell’aria in base a quanto forte soffia.

I tetti verdi in California

Come ci ha raccontato l’assessore all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran, a Milano ci stanno già pensando: servono più tetti verdi. Ebbene, Renzo Piano ha firmato un progetto che si vota proprio a questo nuovo concetto di abitabilità. A San Francisco, il California Academy of Sciences, è un edificio di 125mila metri quadri che ospita anche un acquario, un planetario e un museo di storia naturale. Inaugurato nel 2008, la struttura era rimasta chiusa per anni a seguito del terremoto che colpì la Caliornia nel 1989.

Ma è il tetto verde che colpisce l’occhio: costituisce il polmone della California Academy of Sciences. «Con un centinaio di scienziati – ha detto Renzo Piano – abbiamo lavorato sul tema della sostenibilità e il risultato, partendo dal tetto, è che è possibile realizzare edifici che consumano pochissima energia e rispettano l’ambiente». Come? Il tetto non ha bisogno di irrigazione (ci pensa l’acqua piovana) e i sistemi di condizionamento sfruttano le brezze marine. La California Academy of Sciences è stata definita come “una macchina gentile per esplorare il rapporto tra edificio e natura”.

L’eco-quartiere di Trento

Renzo Piano ha realizzato anche interi quartieri pensati per la sostenibilità. A Trento le Albere sono la seconda vita di una vecchia fabbrica Michelin. Un complesso da 116mila metri quadri di verde, stretto tra il corso dell’Adige e la vicina ferrovia. E siccome i quartieri non vivono senza servizi, ecco che le Albere è stato arricchito con il MuSe – il Museo della Scienza – e la Biblioteca Universitaria Centrale. Ad animare il lavoro di Renzo Piano la voglia di riavvicinare la città al suo fiume. Grazie al recupero dell’ex area industriale, le Albere è composta da 300 unità abitative, 18mila metri quadri di uffici e cinque ettari di parco.

Il nuovo Hospice pediatrico di Bologna

Non deve essere facile unire l’amore per il design con la degenza ospedaliera, tanto più quando a essere ospitati sono piccoli pazienti. «In questo progetto la scienza medica si allea con quella umana – ha dichiarato Piano – La prima deve alleviare il dolore, la seconda immergere questi bambini nella bellezza. Nella bellezza profonda».

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La bellezza è anche quella degli alberi che proteggono l’intero complesso sollevato da terra, ad altezza verde. Sul tetto del nuovo Hospice verranno poi installati pannelli fotovoltaici che garantiranno l’accumulo di energia necessaria per circa un terzo del consumo annuo stimato.

Serra su grattacielo

È stato inaugurato a Torino nel 2015 il nuovo centro direzionale di Intesa San Paolo, un grattacielo di oltre 160 metri, la cui parete sud è ricoperta da pannelli fotovoltaici. Oltre a ricreare un ambiente lavorativo confortevole, l’architetto ha voluto valorizzare la punta dell’edificio con una serra bioclimatica. Inoltre, proprio per evitare un consumo eccessivo di aria condizionata soprattutto nei mesi estivi, Renzo Piano ha studiato una soluzione che cattura l’aria notturna e la restituisce ai locali durante il giorno.

La preghiera nel bosco

Dal profano al sacro. In Francia il convento della Suore Clarisse di Ronchamp, quasi al confine con la Svizzera e la Germania, è un luogo di preghiera e meditazione vicino alla celebre cappella che Le Corbusier realizzò più di cinquant’anni fa sulla collina.

Il nuovo Politecnico

Tornare a Milano, dopo averci studiato, per rifare il campus universitario non deve essere un’esperienza proprio da tutti. Renzo Piano regalerà a matricole e professori del Politecnico di Milano spazi completamente ripensati in chiave green. Come ha detto l’architetto quando ha depositato il progetto, «l’obiettivo è ripulire gli spazi, togliere le automobili e portare gli alberi». Da inaugurare entro la primavera del 2020, il nuovo campus sarà una delle tante pagine urbane green di una Milano che ha “in cantiere” milioni di alberi ancora da piantare.

La casa dei single

Renzo Piano è famoso per grandi progetti, ma Diogene è uno dei suoi lavori più piccoli. In Germania è una singola unità abitativa da neanche 8 metri quadri pensata soltanto come luogo di ritiro e meditazione. Il modulo, che in origine l’architetto realizzò senza alcun committente, può essere inserito in qualsiasi contesto. Per mantenere una piacevole temperatura interna, la casetta ha un tetto pensato per riflettere i raggi del sole. E la sostenibilità? Beh, non si può proprio dire rubi troppo spazio. E non richiede neanche le fondamenta.

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Il Ponte Morandi

Infine si ritorna nella sua Genova, dove la tragedia del Ponte Morandi, crollato il 14 agosto 2018, provocò la morte di 43 persone. Renzo Piano si è subito messo a disposizione per ricucire l’anima di una città che, dopo il crollo, resta ancora divisa in due.

Quello che risorgerà sul Polcevera sarà un ponte sobrio, che di notte si illuminerà grazie a 43 lampioni. Un ricordo perenne alle vittime di una tragedia che ci ha ricordato, ancora una volta, quanto l’incuria possa danneggiarci. Il progetto è stato donato dall’architetto alla città.

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