Piccole Greta Thunberg crescono. Un anno da paladina verde
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Ultimo aggiornamento il 23 settembre 2019 alle 15:09

Piccole Greta Thunberg crescono. Un anno da paladina verde

Ha appena parlato al summit ONU sul clima. Ha Obama come amico ed è seguita da milioni di ragazzi. Ma ha anche parecchi avversari, soprattutto in Italia...

Chi avrebbe mai pensato che Greta Thunberg potesse convincere Angela Merkel a impostare un piano di riforme green da decine di miliardi di euro? Ovviamente non è andata proprio così, ma è un fatto che sia stata una ragazzina ad aver spinto cittadini (soprattutto suoi coetanei, spesso accusati di lassismo) e governi a mobilitarsi contro il global warming. Un anno fa la giovane attivista era “soltanto” una studentessa che, invece di andare a scuola, protestava in solitaria fuori dal Parlamento di Stoccolma contro la politica, secondo lei, sorda all’emergenza dei cambiamenti climatici.

Da Stoccolma all’ONU

In poco più di un anno, questa ragazza con la sindrome di Asperger è diventata una icona mondiale (il Time le ha dedicato una copertina), accolta da capi di Stato e ascoltata da milioni di giovani in ogni continente.  Greta ha parlato al summit ONU sul clima in corso a New York, seduta accanto al Segretario Generale Antonio Guterres. «Noi giovani siamo inarrestabili», ha detto poche ore dopo il successo globale del secondo Climate Strike, che ha visto manifestare in tutto mondo (in Italia erano in pochi) milioni di ragazzi e ragazze.

L’inizio

Era il settembre 2018 e anche Startupitalia aveva parlato di questa curiosa ragazzina che protestava fuori dal Parlamento di Stoccolma, promettendo che non sarebbe tornata tra i banchi fino alle elezioni nazionali del 9 settembre. “Skolstrejk for klimatet”, sciopero da scuola per il clima, si leggeva sul suo cartellone. Come ben sappiamo, le cose sono andate diversamente visto che Greta continua il suo anno sabbatico lontano dalla scuola, viaggiando e navigando per seguire manifestazioni e pronunciare discorsi.

Oggi sappiamo che non vedremo mai Greta agli imbarchi in aeroporto. Quando era a Bruxelles nell’ottobre 2018 fece un tweet in cui spiegava ai suoi amici di Stoccolma che non avrebbe potuto raggiungerli per uno dei primi Fridays for Future. Scrisse: “Siccome non volo (per il clima) non potrò partecipare allo sciopero”. Così l’opinione pubblica ha scoperto un movimento di persone che rinuncia a volare perché, secondo loro, impatterebbe troppo sull’ambiente. E infatti per la maggior parte dei suoi viaggi Greta si sposta in treno.

Al Parlamento Europeo

A Strasburgo Greta Thunberg pronunciò uno dei suoi primi discorsi di fronte a un Parlamento. Era aprile, poche settimane prima delle elezioni europee. «Mi aspetto che i politici agiscano ora perché non c’è molto tempo, abbiamo una finestra che non sarà aperta a lungo per fare qualcosa», disse la giovane attivista di fronte agli eurodeputati. Subito dopo, prese un treno per arrivare a Roma e incontrare Papa Francesco, un Pontefice molto sensibile alle tematiche dell’ambiente. «Vai avanti!», le disse Bergoglio in piazza San Pietro, incoraggiandola in questa battaglia green contro i cambiamenti climatici.

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Le critiche (tutte italiane)

Dopo più di un anno di ribalta mediatica l’abbiamo capito: Greta Thunberg non piace a tutti. Proprio il giorno dopo l’incontro con il Papa, il quotidiano Libero uscì con una prima pagina che titolava “La rompiballe va dal Papa”, aggiungendo nell’occhiello “Vieni avanti Gretina”, storcendo il titolo della commedia di Luciano Salce Vieni avanti, cretino. Tante polemiche, soprattutto perché si parlava (e si parla ancora) di una minorenne che non dovrebbe essere mai messa nel mirino come imporrebbero buon senso (e deontologia giornalistica).

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Greta e Trump

Nella battaglia globale contro i cambiamenti climatici il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è riconosciuto come uno dei capi di Stato più scettici. Non soltanto ha fatto uscire gli USA dagli accordi di Parigi sul clima – che impegnano ogni Paese firmatario a ridurre l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi – ma si è esposto anche sostenendo che il global warming e i cambiamenti climatici sarebbero un’invenzione cinese, architettata per danneggiare gli Stati Uniti. Insomma, Donal è l’opposto di Greta.

Ma cosa direbbe la Thunberg se si trovasse di fronte a Donald Trump? La domanda le era stata posta per davvero ad aprile. «Non saprei cosa dirgli – la risposta per nulla morbida – probabilmente niente perché con lui i fatti non funzionano. Qualcun altro dovrà convincerlo, io non ho tempo». Con chi invece Greta sembra andare molto d’accordo è l’ex presidente USA, Barack Obama che l’ha appena incontrata congratulandosi per le sue battaglie.

Dopo il summit ONU per il clima, Greta ricomincerà il suo viaggio negli Stati Uniti per poi raggiungere (sempre in treno) il sud America, dove la attende la conferenza sul clima Cop25 a Santiago del Cile, fissata per dicembre. Il suo diario di bordo verrà aggiornato sui suoi profili social, dove ha immortalato anche l’impresa dell’attraversamento dell’Atlantico. Uno dei suoi post, però, ha scatenato l’ira e l’ironia dei critici: in una foto in mezzo all’Atlantico, dietro la sorridente Greta una bottiglia di plastica ha catturato l’attenzione dei social.

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L’icona della sostenibilità ha ceduto alla plastica? Forse Greta ci ha solo ricordato che, per il momento, è quasi impossibile fare a meno di questo materiale onnipresente e che la vera differenza sta nel comportamento posto in essere da ciascuno di noi. Insomma, berrà pure da bottiglie non biodegradabili ma di certo non le lancerà in mare, avendo cura di differenziarle. Noi, almeno, vogliamo crederci.

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