Spreco alimentare: perché ci vergogniamo di chiedere la doggy bag?
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Ultimo aggiornamento il 31 ottobre 2019 alle 6:22

Spreco alimentare: perché ci vergogniamo di chiedere la doggy bag?

Secondo un sondaggio, capita pochissimo che un cliente chieda al ristoratore di portarsi a casa il cibo avanzato

Lo sappiamo che lo spreco alimentare è un’emergenza. Eppure ci vergogniamo di chiedere di portare gli avanzi a casa quando mangiamo al ristorante. Secondo un’indagine di TheFork, l’app usata per prenotare pranzi e cene, capita meno di cinque volte al mese che un cliente chieda al ristoratore la doggy bag per portar via quello che ha avanzato nel piatto. Se è vero che in Italia è cresciuta la sensibilità anti-spreco, anche grazie alla scia di Expo, allo stesso tempo i dati ci confermano che non ci viene spontaneo chiedere la busta con gli avanzi. Sì, a quanto pare ci imbarazza. Almeno così la pensa il 63% delle persone intervistate dal sondaggio.

C’è altro di cui imbarazzarsi

Lo spreco alimentare è un’emergenza non soltanto nazionale, ma globale. Secondo i dati raccolti da Slow Food Italia in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per ogni cittadino europeo vengono prodotti circa 840kg di cibo all’anno. Ma di questi solo 560kg vengono consumati. Dove finiscono allora gli altri 280 kg? Sprecati, la maggior parte addirittura ancora prima che raggiungano il piatto.

Come spesso capita con i temi legati alla sostenibilità, anche lo spreco di cibo vede un gap tra le convinzioni personali e i comportamenti nel quotidiano. Infatti, sempre secondo il sondaggio di TheFork, il 90% degli intervistati ha detto di essere “molto interessato” alla questione. Come non esserlo, del resto. Vi avevamo raccontato che lo spreco alimentare è responsabile dell’8% dei gas serra prodotti a livello globale, tanti quanti ne producono, insieme, Cina e Stati Uniti.

Leggi anche: Lo spreco di cibo genera tanto inquinamento quasi quanto Cina e USA

Doggy bag? Un valore aggiunto per i ristoranti

Poco richiesta dai clienti, la doggy bag viene vista però come un valore aggiunto nell’offerta dei ristoranti. Così sostiene il 44% del campione del sondaggio. Per riuscire a diffondere questa buona pratica, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi e il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Callulosica hanno  promosso il progetto “Rimpiattino”, una doggy bag fatta interamente di carta. Perché non sprecare significa anche non inquinare mettendo nuova plastica in circolazione.

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