La strana storia del faro che aveva paura del mare - Impact
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Ultimo aggiornamento il 22 ottobre 2019 alle 16:00

La strana storia del faro che aveva paura del mare

In Danimarca lottano contro l'erosione delle coste e l'innalzamento del livello del mare. Per questo hanno deciso di spostare un intero faro costruito nel 1899

Si è mosso piano, pochi centimetri al minuto, e in poco più di 5 ore ha percorso circa 70 metri: il Rubjerg Knude Fyr, letteralmente il faro Rubjerg Knude, si trova in uno dei punti più a nord della Danimarca e rischiava di crollare in mare a causa del progressivo arretramento della linea costiera. Costruito nel 1899 e ormai una meta storica per i turisti, da qualche anno rischiava seriamente di crollare a causa dell’instabilità del terreno sottostante “mangiato” dal mare: così è stato deciso di salvarlo, e in poco più di 5 ore i tecnici danesi hanno rimandato il suo appuntamento col destino grazie a una manovra ingegneristica davvero audace.

 

La storia di Knude

Quando iniziò la sua costruzione, nel 1899, il punto dove sorgeva il faro Rubjerg Knude si trovava a un chilometro circa dalla costa: entrato in servizio nel 1900, per quasi 70 anni ha operato senza sosta per assistere le navi che transitavano lungo il nord della Danimarca. C’erano anche altre strutture in quel sito: una chiesa del 1200 e un altro edificio più recente che negli anni era stato anche usato come museo e caffetteria (specie dopo che il faro ha cessato di operare, diventando un punto d’attrazione per il turismo), strutture che tuttavia sono state demolite in anni recenti per le conseguenze della stessa erosione che metteva a rischio il faro.

© Foto di kordula vahle da Pixabay

Vento, moto delle onde, innalzamento del livello del mare: una serie di cause ha messo progressivamente a rischio la sopravvivenza del faro danese, ormai divenuto un punto fermo del panorama, tanto che più esperti avevano stimato che entro il 2023 il terreno sottostante avrebbe ceduto definitivamente e causato il crollo dell’intera struttura. Da qui la decisione: lo scorso 14 agosto sono iniziati i lavori per spostare, letteralmente, il faro di circa 70 metri all’indietro verso la terraferma e oggi, 22 ottobre, lo spostamento è realmente avvenuto.

 

Per compiere questa impresa si sono dovuti completare una serie di passaggi: innanzi tutto delle ruspe hanno spianato l’intera area retrostante, dopo aver ovviamente verificato che lo strato sotto la sabbia fosse adatto a sorreggere il peso della struttura. Si è poi proceduto a “staccare” il faro dalle fondamenta, a montare dei binari di acciaio su cui farlo scorrere, e infine costruire attorno alla sua base una gabbia che permettesse di farlo avanzare in modo lento e uniforme senza creare tensioni pericolose per la sua integrità. Oggi, pochi centimetri alla volta, si è completata l’impresa: non resta che ricreare il legame tra faro e le nuova fondamenta, nelle prossime ore arriveranno le betoniere cariche del calcestruzzo necessario, e smontare la gabbia e le rotaie d’acciaio.

© Fonte: Facebook

La festa per la riapertura

Nelle prossime settimane i tecnici completeranno i lavori e valuteranno eventuali piccoli inconvenienti verificatisi per mettere definitivamente al sicuro il faro Rubjerg Knude. Secondo la tabella di marcia, il prossimo 16 novembre dovrebbe scattare una vera e propria festa per celebrare il completamento del salvataggio, verranno rimosse le transenne che al momento circondano il cantiere e i turisti potranno tornare sul fiordo.

Tra gli eventi per celebrare la riapertura possiamo segnalarne anche uno made in Italy: il gruppo di danza acrobatica italiano, eVenti Verticali, è stato invitato a esibirsi il prossimo 16 novembre con gli artisti sospesi direttamente al Rubjerg Knude Fyr impegnati nella piece Intuizioni, con il panorama a picco sul mare come palcoscenico. Una performance simile a Quadro, che lo stesso gruppo aveva svolto a giugno sul porto di Genova, in quel caso sospeso a una gru: ma il pubblico danese già conosce le performance di eV, visto che solo nell’ultima stagione eVenti Verticali si è già esibito due volte davanti ai sudditi di Margherita II.

 

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