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Nov 13, 2019

Movieday: la startup che sta innovando la filiera cinematografica

È in grado di trovare il pubblico adatto ad ogni film, con un modello capace di dar voce a registi inediti e all’impatto di profit e no profit

Nov 13, 2019

Movieday: la startup che sta innovando la filiera cinematografica

È in grado di trovare il pubblico adatto ad ogni film, con un modello capace di dar voce a registi inediti e all’impatto di profit e no profit

Rappresenta un unicum per il mercato cinematografico e al tempo stesso una via percorribile per dar voce a quel 98% di film che ogni anno restano fuori dalle sale: quasi il 50% solo nel nostro Paese. È Movieday (qui il sito), la prima piattaforma italiana di “Sharing e On Demand Economy” applicata all’industria cinematografica, sostenuta con un investimento di 0,5 milioni di euro da Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.

Il mercato cinematografico in Italia

Elaborazione Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore su dati Cinetel 2018

Come funziona Movieday?

Movieday sta modificando sensibilmente il paradigma della tradizionale filiera cinematografica. Sulla piattaforma online pubblica in anticipo di tre mesi le locandine dei film, per permettere agli spettatori interessati di manifestare il proprio interesse alla visione, indicando sala cinematografica, data e orario. Il film viene proiettato solo se la sala raggiunge un numero minimo di partecipanti. In tal modo si garantisce la sostenibilità della proiezione, riconoscendo una percentuale degli incassi a produttore/regista e sala cinematografica.

 

“Il nostro obiettivo è dar voce all’impatto sociale, ambientale e culturale nei cinema di provincia così come nelle principali sale su scala nazionale. Partendo da un ascolto attivo delle diverse comunità e associazioni locali realizziamo una mappatura degli interessi su base territoriale che ci aiuta a comprendere quali titoli possono essere di maggiore interesse per quei territori e quelle comunità”. Movieday genera un duplice impatto sociale: “Il primo di diffusione di tematiche ambientali, culturali e sociali, come ad esempio la tutela dei diritti. Penso per esempio a un film come I am the revolution, che racconta attraverso gli occhi della giornalista e regista del film Benedetta Argentieri la lotta per l’emancipazione e la democrazia compiuta da un gruppo di donne in Afghanistan; ha avuto 60 proiezioni, tutte sold-out. Il secondo di aiuto alla sostenibilità delle sale cinematografiche, che con Movieday riescono a incrementare il tasso di occupazione (oggi in media del 24% su base nazionale), utilizzando le sale soprattutto negli orari tradizionalmente con meno presenze.”

Grazie al modello “Movieday Social Impact”, ha già permesso a oltre cinquemila associazioni di promuovere la propria mission attraverso la forza narrativa ed emozionale dei film, portando al cinema i temi che hanno più a cuore, e ha aiutato oltre cento produttori e registi indipendenti a vendere più di 100.000 biglietti in centinaia di proiezioni in un terzo dei cinema italiani.

 

“Abbiamo riposto la nostra fiducia negli imprenditori promotori di Movieday, in continuità con il bando iC – Innovazione culturale di Fondazione Cariplo, per una sua intrinseca peculiarità: si tratta infatti di una start-up innovativa ad alto impatto, in grado di diffondere con un effetto moltiplicatore la riflessione su temi di rilevanza sociale, ambientale e culturale promossi da associazioni e comunità locali. Diversificando l’offerta di contenuti disponibili, Movieday allarga l’accesso all’esperienza cinematografica a un ampio numero di persone, spesso spettatori non abituali. Inoltre, Movieday promuove una visione dei film attiva e inclusiva, capace di coinvolgere – anche attraverso eventi collegati al tema oggetto della proiezione – soggetti talvolta esclusi dalla vita culturale locale: giovani, over 60, non frequentatori. In tal senso, Movieday risponde pienamente ai requisiti di investibilità della nostra Fondazione: intenzionalità e misurabilità dell’impatto conseguito e addizionalità del nostro intervento che si colloca al di fuori delle aree di maggiore interesse per gli investitori tradizionali oltre, naturalmente, alla sostenibilità economica dell’iniziativa” – ha dichiarato Marco Gerevini, Consigliere di amministrazione della Fondazione Social Venture GDA.

 

Ad oggi, la Fondazione ha investito un totale di oltre 3,3 milioni di euro (5 iniziative in portafoglio), supportato 25 startup – attraverso il programma Get it!, realizzato in collaborazione con Cariplo Factory- ed elaborato oltre 100 analisi preliminari di iniziative di imprenditori e giovani startupper che si candidano per un investimento attraverso l’apposito form di candidatura presente sul sito.

Leggi anche: Impact investing, la Fondazione che investe in startup e imprese a impatto

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