Allarme ghiacciai di plastica. In Val di Pejo basta monouso sulle piste
single.php

Ultimo aggiornamento il 3 dicembre 2019 alle 6:38

Allarme ghiacciai di plastica. In Val di Pejo basta monouso sulle piste

In Trentino il primo comprensorio sciistico plastic free. Anche sulle Alpi è emergenza plastica e, strano a dirsi, il turismo ha la sua fetta di responsabilità

Non c’è soltanto quella che galleggia nei mari e negli oceani. La microplastica più nascosta è a migliaia di metri di altitudine: l’hanno ritrovata sulle Alpi. Questa primavera alcuni ricercatori dell’Università Milano Bicocca hanno lanciato l’allarme: il Ghiacciaio dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, conserva tracce di poliestere, poliammide, polietilene e polipropilene con proporzioni di 75 particelle per ogni kg di sedimento. Il dato, come ha comunicato l’ateneo, «è comparabile al grado di contaminazione osservato in sedimenti marini e costieri europei». Forse anche da questo sono partiti in Val di Pejo, in Trentino, per affrontare l’emergenza plastica: Pejo Plastic free è il nome di un progetto che potrebbe portare al primo comprensorio sciistico plastic free al mondo. Rifugi e ristoranti in quota avranno sempre meno posate e bicchieri usa e getta.

© Fonte: Profilo Facebook Val di Pejo

Val di Pejo: cosa non troverete più

La decisione di una montagna messa al sicuro dall’inquinamento da plastica è stata presa dall’Agenzia per il Turismo della Val di Sole. Come ha riportato il quotidiano l’Adige la misura riguarda rifugi e ristoranti pronti ad accogliere i turisti della stagione invernale 2019/20. Per evitare l’effetto spot, le autorità sono state chiare fin da subito sull’ambizione del progetto e sulla necessaria gradualità. «Le cose da fare sono molte e alcune richiedono più tempo – ha detto Simone Pegolotti, direttore di Funivie Pejo – Ma, fin da subito, il cambio sarà tangibile per tutti gli sciatori».

Leggi anche: “Sul Monte Bianco situazione drammatica”. E la colpa è nostra

© Fonte: Profilo Facebook Val di Pejo

Addio forchette e coltelli in plastica nei rifugi. Stesso discorso per ketchup e maionese in bustina. La lista dei prodotti monouso messi al bando in Val di Pejo è la conseguenza anche di un turismo maleducato e poco sostenibile che ha inquinato per decenni le montagne. Non soltanto sciatori, ma anche alpinisti maleducati: le quasi 162 milioni di particelle di plastica ritrovate dai ricercatori dell’Università Bicocca potrebbero essere dovute anche alla «usura di abbigliamento e attrezzatura degli alpinisti ed escursionisti che frequentano il ghiacciaio». Il progetto Pejo Plastic Free non vuole però esser soltanto una lista di divieti. L’obiettivo è anche educativo: chissà mai che una settimana sulle nevi insegni a qualche turista il rispetto per l’ambiente.

Leggi anche: La cacciatrice di radioattività che ha visto Chernobyl nel ghiaccio

© Fonte: Profilo Facebook Val di Pejo

 

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter