Così un marciapiede smart proteggerà le città dalle alluvioni

Ultimo aggiornamento il 11 dicembre 2019 alle 6:48

Così un marciapiede smart proteggerà le città dalle alluvioni

Testato a Copenaghen, è fatto di piastrelle che possono "bere". L'acqua viene immagazzinata anche per il verde urbano. Climate Tile sarà un nuovo alleato contro i cambiamenti climatici?

Come ha denunciato il New York Times, se la politica non fa qualcosa contro i cambiamenti climatici molte città costiere in tutto il mondo potrebbero finire sott’acqua. Poche settimane fa l’acqua granda a Venezia è stata la seconda più alta di sempre. Per contrastare – o quantomeno limitare – i danni provocati dalle alluvioni nelle aree urbane Copenaghen sta sperimentando un marciapiede in grado di “bere” l’acqua piovana per farla meglio defluire e immagazzinarla in gallerie sotterranee. Il progetto si chiama Climate Tile ed è stato progettato dallo studio di urbanisti Tredje Natur.

© Fonte: sito tradjenatur.dk

Come funziona il marciapiede Climate Tile?

Nulla di ultra tecnologico. Gli ideatori di questa passeggiata anti alluvione hanno realizzato piastrelle dotate di sottili fori in grado di assorbire come spugne la pioggia o, disgraziatamente, l’acqua di un fiume esondato. Questo marciapiede sfrutta il patrimonio idrico immagazzinandolo per il verde urbano del quartiere che viene “innaffiato” dal basso. Stando al sito di Tredje Natur, il progetto è attivo soltanto a Copenaghen con una pavimentazione lunga appena 50 metri. L’ambizione è quella di installare un marciapiede simile in altre città: a New York, per esempio, lo studio parla di 20mila chilometri di marciapiedi.

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© Fonte: sito tradjenatur.dk

Il caso studio di Climate Tile suggerisce quanto le città smart del futuro non possano affidarsi soltanto alla tecnologia e al 5G. In altre parole, connessione veloce e trasporto pubblico efficiente (o addirittura a guida autonoma) non renderanno le nostre città attrezzate per rispondere a eventi climatici sempre più violenti. Certo: un marciapiede simile non avrebbe risparmiato a Venezia il dramma di qualche settimana. L’Unione Europea però ha già annunciato un investimento monstre sull’ambiente da 1000 miliardi di euro e la neo Commissaria Europea, Ursula von der Leyen, ha citato proprio l’emergenza della Serenissima come un «caso vitale».

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