Spreco di cibo nelle feste? In aiuto arriva la tecnologia - Impact
single.php

Ultimo aggiornamento il 24 dicembre 2019 alle 6:11

Spreco di cibo nelle feste? In aiuto arriva la tecnologia

Dagli Stati Uniti arriva Copia, l'app che reindirizza l'eccesso di cibo dai luoghi dove è stato prodotto a quelli dove ce n'è più bisogno. Ecco il semplice metodo contro lo spreco a portata di clic.

Ma è scaduto!” e via nella spazzatura.
A chi non è mai capitato di esclamare qualcosa di simile alla vista di prodotti dimenticati in un angolo della credenza o del frigorifero. E a quanti di noi sarà capitato di presenziare ad eventi e notare un grosso spreco di cibo?

Ci promettiamo puntualmente di stare più attenti ma è evidente: non lo siamo abbastanza.

Lo spreco alimentare in Italia è di oltre 15 miliardi di euro e vale lo 0,88% del Pil; a rivelarlo, l’Osservatorio Waste Watcher. E non è qualcosa che riguarda solamente le case degli italiani, ma tutta la filiera distributiva. I 15 miliardi sono, infatti, la somma dello spreco tra produzione e distribuzione (stimato in oltre 3 miliardi di euro) e di quello domestico che rappresenta da solo i 4/5 dello spreco complessivo di cibo in Italia.

L’app che combatte lo spreco alimentare

Niente futuro, parliamo del presente, di app volte ad affrontare il problema riducendolo con una serie di interessanti strategie. Tra queste c’è Copia, app della omonima società californiana che si preoccupa di trasferire il cibo in eccesso dai luoghi in cui viene prodotto a quelli in cui manca.

Ad avere l’idea, Komal Ahmad studentessa dell’Università di Berkeley ed ora CEO di Copia; a spingerla verso una soluzione di questo tipo, i dati allarmanti statunitensi: circa il 40% del cibo americano, infatti, finisce nella spazzatura nonostante gli affamati siano uno su otto. Il tutto, tra l’altro, costa alla nazione circa 218 miliardi di dollari all’anno.

Come funziona Copia?

Il meccanismo è semplice: attraverso l’app, chi ha cibo in avanzo può facilmente prenotare un ritiro di cui si occuperà la società stessa, dal confezionamento al carico, fino alla consegna. A loro volta, le organizzazioni no-profit che si occupano dei bisognosi possono richiedere donazioni: basterà che creino un profilo tramite l’app di Copia e potranno tenere traccia di tutto il trasporto del surplus fino a che non arriverà alla loro porta.

Grazie a questo sistema, ad oggi, Copia ha servito oltre 900.000 pasti, recuperato più di 27.000 chilogrammi di cibo al mese, in totale circa un milione di chili di cibo buono che sarebbe finito in discarica.

E così ristoranti, hotel, ospedali, mense e aziende alimentari utilizzano la tecnologia di Copia per tener traccia della sovrapproduzione e garantendo nel contempo che l’eccesso di cibo venga utilizzato al suo massimo e migliore potenziale.

E Copia non è l’unica ad operare in questo campo

In Pennsylvania, 412 Food Rescue ha 22 sedi in tutto gli Stati Uniti e pare abbia salvato dalle discariche più di 3 milioni di chilogrammi di cibo. Parimenti, Leanpath, una startup con sede a Portland, in Oregon che con la sua 12.3 Initiative promette di mettere a disposizione dati, hardware e software sullo spreco alimentare a tutte le organizzazioni educative e senza fini di lucro qualificate.

Anche in Italia troviamo app contro lo spreco. Tra queste, Too Good To Go, Bring the Food My Foodie.

La maggior parte di queste riducono gli sprechi tramite un re-indirizzamento del surplus. E non solo: tracciano gli avanzi, gestiscono gli alimenti una volta acquistati, ricercano acquirenti di prodotti in eccedenza nei supermercati, fino ad offrire sconti per i clienti finali sul cibo residuo nei ristoranti.

Qualche numero sullo spreco del cibo

1,3 miliardi di tonnellate. È questo il cibo che raggiunge le discariche di tutto il mondo. Produciamo alimenti come se dovessimo sfamare il doppio della popolazione mondiale. Un terzo di questo viene sprecato da intatto; una quantità enorme se solo si pensa che basterebbe a salvare dalla fame circa 200 milioni di persone.

Secondo le stime di Slow Food, solo in Italia, ad esempio, finiscono nella spazzatura più di 4000 tonnellate di cibo; in Europa 50.000.

Un problema enorme che ha anche una rilevanza ambientale. E già, perché, quel cibo, invece di adempiere ai doveri per cui è stato prodotto, si trova nelle discariche e rilascia lentamente metano, un gas serra che intrappola il calore atmosferico, 23 volte più dannoso dell’anidride carbonica. Per non parlare del ruolo che ha nella deforestazione e nello spreco idrico, tale da porlo al secondo posto rispetto al trasporto su strada in termini di emissioni di gas serra.

Ben venga, quindi, l’avvento della tecnologia nella risoluzione del problema sprechi.

Peccato, però, che non sia tutto oro quello che luccica

Sebbene tali app siano state di enorme aiuto per salvare il pianeta dallo spreco cibo e diffondere la consapevolezza del problema dei rifiuti alimentari, i limiti persistono eccome.

Innanzitutto, non esiste ancora un modo rodato ed efficace per misurare il vero impatto di queste app in termini di riduzione degli sprechi. Come abbiamo visto, infatti, le aziende misurano il successo delle app attraverso i chili di cibo salvati. Ma una volta che il cibo è stato consegnato, che fine fa?

Rimane da affrontare anche il tema dell’incomprensione di queste da parte dei clienti. Alcuni fraintendono il re-indirizzamento o non capiscono come usufruirne. Altro problema, -almeno per ora- è di natura geografica. Molte app hanno una portata limitata: funzionano meglio nelle aree urbane che in periferia o nelle aree rurali.

Ultimo non per importanza è il tipo di comunicazione che adottano le aziende a capo: tutto è rivolto al recupero degli alimenti, senza affrontare le problematiche relative allo spreco alimentare domestico. Un’opportunità che non viene sfruttata.

Insomma, si, la tecnologia sta diventando uno strumento popolare nella lotta allo spreco alimentare. Tutto, dalle app mobili al software, può essere utilizzato per tracciare e ridurre gli sprechi.

Ma siamo sicuri che sia davvero la soluzione?

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter