Quanto inquina il mio cibo? Leggi bene la confezione

Ultimo aggiornamento il 28 gennaio 2020 alle 9:42

Quanto inquina il mio cibo? Leggi bene la confezione

Un hamburger "costa" 2,5 kg di CO2, una bottiglia di birra 900 g. In Gran Bretagna, per la prima volta, un'azienda mette l'impronta ecologica sull'etichetta

La chiamano impronta ecologica del cibo, ovvero quanta anidride carbonica occorre per produrre quello che troviamo sugli scaffali dei supermercati. All’estero alcune piccole aziende hanno già iniziato a informare i consumatori sul “costo” della CO2, ma il Guardian ha informato che, per la prima volta, una grande impresa ha scelto questa strada per orientare al meglio una clientela sempre più attenta a sostenibilità e ambiente. Si tratta di Quorn, un marchio che vende anche in Italia carne vegetariana e vegana: entro fine anno, per ora soltanto Oltremanica, tutti i suoi prodotti avranno un etichetta in cui si specificano i chilogrammi di anidride carbonica necessari per produrre il cibo contenuto in ogni confezione.

Cibo e CO2: i dati

Come ha spiegato il sito britannico l’operazione richiederà alcuni mesi e i prodotti di Quorn non avranno l’etichetta con l’impronta ecologica del cibo prima di giugno. Le informazioni sulla CO2 non vengono certificate dall’azienda, ma da Carbon Trust, un’organizzazione indipendente impegnata a guidare le aziende in un percorso di riduzione delle emissioni serra. Secondo l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente, è la carne il cibo che inquina di più (12% delle emissioni globali), seguita da prodotti lattiero caseari (5%), frutta e verdura (2%) e cereali (1%).

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Vista l’attenzione crescente sui temi ambientali è probabile che altre aziende seguano l’esempio di Quorn. Sempre l’ISPRA ha pubblicato delle stime, basate su ricerche scientifiche, che possono dare l’idea di quanta CO2 serve per produrre alcuni tipi di alimenti. Un hamburger “costa” 2,5 kg di anidride carbonica, se vegano 1 kg (come un’arancia); se amate le bionde e volete anche inquinare meno vi conviene sapere che una bottiglia di birra ha un impatto ecologico di 900 g di CO2

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«Se si riducesse del 30% il consumo di carni – si legge in una ricerca ISPRA – aumentando nel contempo il consumo di prodotti di origine vegetale, almeno di un 15% si otterrebbe una riduzione di emissione di gas serra di 590 kg a persona all’anno». Non poco se pensiamo che questa montagna di CO2 è la stessa prodotta da un auto che macina 3mila chilometri.

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