Ultimo aggiornamento il 1 febbraio 2020 alle 6:30
Milano stoppa le auto. Ma mancano misure choc contro riscaldamento e fanghi
Il sindaco Sala ha deciso che domenica 2 febbraio sarà una giornata a piedi. Secondo l'ISPRA agricoltura e stufe inquinano di più delle macchine
Il sindaco di Milano Beppe Sala ha annunciato su Facebook che domenica 2 febbraio sarà proibita la circolazione di auto in città. La misura choc durerà dalle 10 alle 18 ed è stata presa per far fronte all’emergenza polveri sottili: i livelli degli ultimi giorni, complice anche l’assenza di pioggia e vento, hanno superato il limite di legge di 50 μg/m3. Ma è tutta colpa delle automobili? Impianti di riscaldamento, allevamenti e sversamento dei fanghi inquinano di più nella Pianura Padana.
«Quella per l’ambiente – ha scritto il primo cittadino sul social network – è una battaglia di lungo periodo, che si realizza attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione. Allo stesso tempo, però, le condizioni attuali mi inducono a intervenire in modo contingente». La reazione della Lega e delle opposizioni è stata immediata: il partito ha depositato una mozione in Regione per impedire il blocco delle auto.
Secondo i numeri pubblicati dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) gli allevamenti e lo sversamento di fanghi e liquami pesano per il 15,1% sulle emissioni, mentre stufe e riscaldamenti sono responsabili del 38% del particolato in atmosfera. Fatta la somma, queste due voci rappresentano oltre la metà dell’inquinamento che, soprattutto al Nord, ammorba l’aria. «Ben vengano le giornate senz’auto – ha premesso Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – la politica deve fare la sua parte, ma tutti i cittadini dovrebbero cogliere quest’occasione per cambiare le proprie abitudini». E non soltanto per quanto riguarda il vizio dell’auto sempre e comunque.
Se è vero che le automobili non sono le principali responsabili dell’inquinamento, il traffico urbano pesa comunque (e molto) su vivibilità e sicurezza stradale nei centri urbani, spesso ostaggi di lunghe code e parcheggi selvaggi. «Ma non è l’unico fattore sul banco degli imputati: in questo periodo dell’anno lo sversamento dei liquami in agricoltura provoca danni all’ambiente e all’aria». Contro questa pratica Legambiente ha anche scritto al ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellenova: «Nel periodo invernale, in mancanza di attività vegetativa e, spesso, di copertura vegetale dei suoli interessati, l’azoto contenuto in deiezioni e digestati può, tramite le acque meteoriche, apportare carichi inquinanti alle acque superficiali e sotterranee».
Insomma, le auto, troppo spesso additate come unica causa dell’inquinamento, dati alla mano non sono nemmeno la più importante. Per questo risulta davvero significativo il messaggio lanciato dal centro commerciale Scalo Milano Outlet & More, con la volontà di lasciare abbassate le serrande per l’intera giornata del 2 febbraio, come affermato dal suo amministratore delegato, Davide Lardera: «In via del tutto eccezionale, abbiamo deciso di restare chiusi unicamente per questa domenica e lanciare un messaggio di sensibilizzazione collettiva verso un tema così importante come quello della sostenibilità ambientale». Una iniziativa che non ha precedenti e che si spera possa raccogliere l’adesione degli altri centri commerciali attorno a Milano. E non solo, perché il problema è di tutti e causato da tutti.