#IlCiboNonSiButta, lo spreco ci costa ogni anno 15 miliardi

Ultimo aggiornamento il 5 febbraio 2020 alle 6:21

#IlCiboNonSiButta, lo spreco ci costa ogni anno 15 miliardi

In occasione della Giornata contro gli sprechi alimentari, l'app ha arruolato diversi influencer per sensibilizzare l'opinione pubblica

“Ogni anno in Italia 15 miliardi di euro di cibo vengono sprecati, per un totale di 20 milioni di tonnellate di alimenti consumabili ma gettati nella spazzatura – dichiara Eugenio Sapora, country manager di Too Good To Go Italia, l’app che contro gli sprechi alimentari – È importante approfittare della Giornata nazionale contro lo Spreco Alimentare per puntare sull’informazione e la prevenzione, partendo dai giovani: futuri consumatori e ristoratori”.

 

 

Lo spreco avviene in tutte le fasi della filiera: dalla produzione al consumo domestico e tra gli alimenti più sprecati dagli italiani ci sono verdure e latticini. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, giovani e consumatori, il team di  Too Good To Go propone, in occasione della ricorrenza, laboratori nelle scuole e campagne online sotto l’hashtag #IlCiboNonSiButta.

 

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Chi ha aderito all’iniziativa

Non solo istituti scolastici, ma anche influencer e personaggi del mondo social hanno aderito alla campagna. Tra gli ambassador ci sono: Sonia Peronaci e Al.ta Cucina; Camilla Boniardi, (nota su Instagram come @camihawke); la campionessa olimpica Federica Brignone; lo youtuber Mirko Alessandrini (in arte Cicciogamer89) e Wilma Faissol Facchinetti, la moglie di Francesco Facchinetti.

L'influencer @camihawke

Anche Carrefour Italia darà il suo contributo alla campagna con la distribuzione di volantini informativi in nove città italiane (Milano, Roma, Torino, Napoli, Caserta, Benevento, Avellino e Salerno) su come ridurre gli sprechi. All’interno di questi è anche possibile anche consultare una delle ricette che Al.ta Cucina ha messo a punto per l’occasione.

L’obiettivo comune è quello di trasmettere l’idea che tutti, ogni giorno, con piccoli gesti possano fare qualcosa per combattere gli sperperi alimentari.

 

Too Good To Go: come funziona l’app antisprechi

Nata nel 2015 in Danimarca, Too Good To Go è un’app, disponibile su IOS e Android, che conta oltre 19 milioni di utenti e nasce con l’intento di salvare gli scarti alimentari di supermercati, ristoranti, bar e attività commerciali che possano ancora essere consumati.

 

“Offriamo ai nostri utenti la possibilità di potere acquistare delle bag contenenti prodotti e piatti freschi che non possono essere rivenduti dal negoziante il giorno successivo, ad un terzo del prezzo di mercato – spiega Eugenio Sapora – L’utente, dopo essersi registrato ed avere attivato la geolocalizzazione, avrà modo di visualizzare l’elenco dei locali e delle attività aderenti all’iniziativa nelle sue vicinanze. Una volta scelto il negozio preferito, potrà decidere, a seconda del prezzo che è disposto a pagare, una delle bag a scatola chiusa, ovvero non sapendo cosa contenga”.

Il pagamento avviene online e il prodotto può essere ritirato in loco secondo la fascia oraria specificata dal venditore.

“In Italia siamo presenti da poco meno di un anno a Torino, Genova, Milano, Verona, Padova,Bologna, Trieste, Firenze, Prato, Napoli, Roma,Piacenza, Como, Varese, Lecco, Perugia, Reggio Emilia, Monza, Bergamo e Brescia, dove vendiamo un paio di magic bag al minuto”.

 

L’idea: come è nata e come si svilupperà

“Too Good To Go è nata nell’Europa del Nord, in Danimarca, ma è attualmente presente in 14 Paesi europei, dove il nostro modello funziona molto bene – racconta Eugenio – A differenza dell’Europa del Nord, in Italia sono più numerose e differenti le attività di ristorazione aderenti. Non solo catene di supermercati e ristoranti, come nel Settentrione europeo, ma sono anche tante piccole attività, come quelle di pasticceria e panetteria, hanno aderito alla nostra iniziativa, per un totale di più di 2.000 clienti“.

Eugenio Sapora

Il team italiano di Too Good To Go conta una trentina di giovani, di 28 anni in media provenienti da tutta la Nazione, con background molto differenti l’uno dall’altro uniti nell’intento comune di ridurre gli sprechi alimentari.

“Nel nostro gruppo ci sono ingegneri, esperti di economia e di sviluppo sostenibile, di marketing e comunicazione – spiega il country manager – Abbiamo già lavorato anche con grossi produttori a livello internazionale, come Carlsberg. Per ridurre grandi quantità di sprechi è, infatti, essenziale, coinvolgere sempre più produttori di grandi dimensioni. Nel futuro, oltre a questo, auspichiamo di rendere il nostro servizio sempre più capillare, per coprire tutta Italia da Aosta a Ragusa”.

 

“Consumarsi preferibilmente entro..”: cosa significa?

Tra le diciture di scadenza che, spesso, traggono in inganno i consumatori c’è “Consumarsi preferibilmente entro il..“. Ma che cosa significa esattamente questa frase? L’alimento può essere comunque consumato dopo la data indicata o no? Abbiamo approfondito l’argomento con Eugenio.

«Quando leggiamo “consumarsi preferibilmente entro..” non significa che il prodotto non può essere consumato, ma che da quel momento in poi l’alimento potrebbe perdere alcune delle sue proprietà anche se si può mangiare comunque – spiega Sapora – Capire la differenza tra una data di scadenza precisa ed una in cui “è preferibile” è molto importante per i consumatori, che spesso non ne conoscono la distinzione. Quel tipo di dicitura è spesso utilizzata dai produttori per sollevarsi da responsabilità giuridiche ma non preclude il consumo dell’alimento”.

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