Ultimo aggiornamento il 18 febbraio 2020 alle 12:53
I consigli dell’influencer Sonia Grispo per vivere green (senza rinunce)
Dalla moda alla sostenibilità, dieci suggerimenti pratici per migliorarci nel nostro quotidiano
Un tempo c’erano i manuali, oggi bastano gli influencer. Per cambiare vita, o almeno provarci a piccoli passi, i follower chiedono i consigli ai loro idoli sui social network e le stories diventano pagine sfogliabili su moda, cucina e tanto altro. Sonia Grispo, 33 anni, è una catanese che vive a Londra. Su Instagram parla a una platea di quasi 70mila persone e, come la prima della classe Chiara Ferragni, ha iniziato il suo lavoro online aprendo un blog. «Era il 2008, scrivevo soprattutto di moda. L’anno dopo ho lanciato un progetto editoriale, un free press femminile cartaceo. È durato dieci anni, poi ci siamo resi conto che non faceva più per noi anche per una questione ecologica».
Sonia Grispo
Con questa prima intervista StartupItalia inaugura una rubrica domenicale sulle influencer green per raccontare come Instagram&Co siano diventati un megafono utile a diffondere buona pratiche e consigli di vita quotidiana. Ci accompagnerà in questo viaggio Marta Falorni, Talent Manager di Hoopygang. «Ho voluto dare una mano nella ricerca di alcuni profili interessanti, vista la tematica molto attuale ed importante. Noi di Hoopygang stiamo costruendo una rete di influencer green che diano voce a questo argomento per iniziare a sensibilizzare le fanbase dei nostri talent».
Dal cartaceo a Instagram, Sonia ha sperimentato tutti i mezzi di comunicazione possibili. «In questi giorni ho riassunto nelle stories alcune pillole sulla sostenibilità: ho pubblicato contenuti riguardo all’emergenza della plastica che inquina». Non soltanto moda e beauty, ma anche attualità e approfondimenti social riguardo alle nuove normative europee che presto metteranno al bando alcuni prodotti in plastica monouso.
«Molte persone mi chiedono come poter ottimizzare i prodotti beauty – ci ha raccontato Sonia – e, in generale, desiderano capire come cambiare attraverso piccoli gesti quotidiani. Io, ad esempio, sono vegetariana e quel che faccio è rassicurare chi vuole diventarlo: non si mangia soltanto insalata». Approfittando della sua esperienza di influencer al servizio di chi vuole vivere più green, le abbiamo chiesto una lista di dieci consigli: piccole-grandi azioni che ogni giorno possono far risparmiare tanto all’ambiente quanto al portafoglio.
«La cosa più banale che possiamo fare è chiudere il rubinetto dell’acqua quando ci laviamo i denti. Chi lo fa risparmia 3 litri di acqua al minuto, 900 litri al mese. Lo stesso vale quando ci si lava le mani: molti non sanno che per far agire il prodotto bisogna attendere. Soltanto così l’insaponata ha senso». In Italia persistono queste distrazioni e costano parecchio all’ambiente.
«Al posto del dischetto di cotone usa e getta, che molte ragazze buttano addirittura nel water, io consiglio sempre i dischetti lavabili per struccarsi». Le cattive abitudini, come quelle di disfarsi di cotton fioc nel gabinetto, hanno una conseguenza evidente sul pianeta, tanto che qualcuno ha perfino realizzato un Atlante della zuppa di plastica che galleggia negli oceani.
«Quando laviamo qualcosa dobbiamo usare sempre la giusta quantità di prodotto: Magari il detergente costa poco e ci illudiamo che non danneggi l’ambiente».
Da quando ha iniziato a scrivere sul suo blog Sonia ha spesso parlato di moda e tendenze. «Se il guardaroba esplode il mio consiglio è donare abiti, magliette e pantaloni in beneficienza; oppure regalarli alle amiche. Esistono anche app e siti per concludere piccole vendite ed evitare di mandare tutto al macero».
«Alle donne suggerisco di usare la coppetta mestruale durante il ciclo. Esiste anche l’intimo indicato ed è lavabile».
Sonia vive in una delle più importanti capitali d’Europa, dove trasporti pubblici e collegamenti rendono sempre più scomoda e costosa l’automobile. «Non ho mai guidato qui, anche perché non ho la patente. Soprattutto chi vive nelle grandi città può andare a piedi e in bicicletta».
«L’Italia non è messa benissimo sotto questo aspetto: produciamo e compriamo tante bottigliette di plastica. Il mio consiglio è di bere l’acqua del rubinetto: basta documentarsi online per capire lo stato della rete idrica del proprio quartiere. I turisti che vengono a Londra spesso si lamentano che l’acqua in bottiglia costa tanto: ma quella non è un bene essenziale. Se chiedi la tap water, l’acqua del rubinetto, la danno senza problemi».
«Quando si va al ristorante e si avanza il cibo bisognerebbe farsi dare sempre la doggy bag». Una pratica ancora poco diffusa in Italia dove, secondo un recente sondaggio, il 63% dei clienti ha vergogna a chiedere gli avanzi da portare a casa e preferisce lasciarli nel piatto.
«Ciascuno di noi dovrebbe avere sempre con sè una borsa per fare la spesa. Così si evita di chiederla al supermercato. Ma attenzione: evitiamo di fare la collezione. Una basta e avanza».
«Comprare meno e comprare meglio: bisogna evitare l’acquisto compulsivo sulle piattaforme e-commerce e soprattutto i prodotti fatti con materiali scadenti. Il mio consiglio è farsi un armadio capsula, con pezzi di qualità che possano durare nel tempo».