Sardegna, spiagge a numero chiuso per l'ambiente. Si prenota con l'app

Ultimo aggiornamento il 20 febbraio 2020 alle 6:51

Sardegna, spiagge a numero chiuso per l’ambiente. Si prenota con l’app

L'iniziativa per salvaguardare mare e arenili. Il biglietto potrà essere acquistato tramite smartphone

La Sardegna accelera sulla tutela dell’ambiente e delle sue coste, avvertendo il bisogno di preservarle da un turismo sempre più spesso di massa e selvaggio. Dopo che erano già fioccate lungo tutta l’isola numerose ordinanze plastic free e no smoke, sembra destinato a fare rumore il provvedimento annunciato dal sindaco di Stintino, nella Sardegna nord occidentale, per salvaguardare la spiaggia della Pelosa: si entra in spiaggia solo con il biglietto. Da comprare via app.

© La Pelosa - Veduta da Stintino. Credits: pavelkopp...

 

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Sardegna, come funziona la spiaggia a numero chiuso

Dal prossimo 1° giugno e fino al 30 settembre, dalle 8 alle 18, per entrare nella bellissima spiaggia della Pelosa si dovrà acquistare via app un biglietto quotidiano. Il costo non è stato ancora definito dalla giunta di Stintino, ma dovrebbe aggirarsi attorno ai 3,50 euro.

© Pagina FB Sardegna Rubata e depredata

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Addetti del Comune rilasceranno ai bagnanti braccialetti biodegrabili che garantiranno l’accesso a una delle più note spiagge della Sardegna. Il colore cambierà ogni giorno, a prova di furbetti,  e ne saranno rilasciati quotidianamente fino a 1.500, dopodiché non si potrà più entrare.

Tutte le foto dell'articolo provengono dalla pagina Facebook dei volontari

Non pagheranno i bambini fino ai 12 anni. E i soldi, assicurano dall’amministrazione comunale, saranno investiti per il mantenimento della spiaggia. In realtà, è bene chiarirlo, tutte queste informazioni sono scritte, per restare in tema, sulla sabbia: costi, esenzioni, numeri massimi di capienza sono stati sì annunciati ma non ancora confermati dal Comune che provvederà comunque prima della stagione balneare.

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La spiaggia della Pelosa non sarà la prima a numero chiuso della Sardegna. Anzi, negli ultimi anni, iniziative simili a tutela degli arenili e dell’ambiente marino si sono moltiplicate. Per esempio, si entra solo con il biglietto a Cala Biriola, Cala Goloritzé, Cala Mariolu, Punta Molentis, Tuerredda e a Villasimius.

Tutte le foto dell'articolo provengono dalla pagina Facebook dei volontari

Un ecosistema unico da tutelare

Del resto, in Sardegna gli abitanti dell’isola devono fare i conti non solo con un turismo spesso fuori controllo, ma anche con l’odioso fenomeno dei ladri di sabbia. Avevamo già documentato qui su Impact come, sempre più giovani ogni estate aderiscano alle iniziative nate sui social (il caso più famoso è la pagina Facebook “Sardegna rubata e depredata”) e decidano di setacciare le spiagge nel tentativo di arginare il malcostume.

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La speranza è che con l’intensificarsi dei controlli, dovuti anche alla necessità di verificare che sia rispettato il “numero chiuso”, si riesca a preservare meglio un patrimonio naturalistico inestimabile e unico al mondo.

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