L'ambientalismo? È morto in culla. E questa azienda lo dimostra

Ultimo aggiornamento il 20 febbraio 2020 alle 15:46

L’ambientalismo? È morto in culla. E questa azienda lo dimostra

Quanto costa un prodotto realizzato a zero emissioni? La storia di Vattenfall, impegnata in un'impresa da quasi 29mila dollari

Forse ci siamo scordati che non basta avere un prodotto in plastica riciclata o materiali di recupero per toglierci dalla lista “inquinatori del pianeta”. La prima culla realizzata senza aver utilizzato una singola goccia di petrolio o aver sputato un grammo di emissioni dalla marmitta di un’auto è lì a dimostrarcelo: costa quasi 29mila dollari, ovvero quasi 27mila euro, prezzo proibitivo se davvero volessimo riconvertire la nostra intera esistenza alla sostenibilità senza se e senza ma. Nel fabbricarla l’azienda svedese Vattenfall non ha voluto affatto screditare gli impegni contro i cambiamenti climatici. Ma quel prezzo da capogiro ci ricorda quanto sia costosa la produzione di qualsiasi prodotto che escluda ancora soltanto una piccola percentuale di petrolio, gas e carbone.

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Zero emissioni, ma quanti costi

La culla di Vattenfall è in legno e per abbattere un albero è stata utilizzata una sega elettrica; a quel punto i tronchi sono stati trasportati su un furgoncino elettrico fino a una segheria alimentata soltanto da fonti green e rinnovabili. A quel punto il team ha dovuto capire come sostituire il cotone, che avrebbe dovuto esser importato da altri paesi producendo emissioni: si è optato per lino a chilometro zero e per la lana, piuttosto che ordinarla dal Sud America o dall’Australia, si è scelto di farla arrivare in barca a vela dalla vicina isola olandese di Texel.

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Perché una culla?

Siccome il brand è la cosa più importante per l’azienda, Vattenfall ha evitato di scivolare sulla classica buccia di banana attaccando sulla culla a zero emissioni un logo fatto in acciaio. L’industria siderurgica ha il suo peso nell’inquinamento del pianeta, così il team ha affidato il lavoro a un’azienda che sfrutta l’idrogeno e che le ha consegnato il prodotto finito con un’auto elettrica. La culla è stata realizzata, è bellissima, ma ci racconta anche di un mondo a zero emissioni quasi impossibile da raggiungere. «La nostra ambizione è quella di rendere possibile la vita senza combustibili fossili entro una generazione – hanno spiegato dall’azienda – quindi è stato un passo naturale realizzare una culla in cui la prossima generazione possa dormire e, si spera, risvegliarsi in un mondo in cui la mancanza di fossili è lo standard, non l’eccezione».

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