Covid, che stress la spesa! Come conservare gli alimenti con la cera d'api

Ultimo aggiornamento il 13 maggio 2020 alle 9:43

Coronavirus, che stress la spesa! Gli alimenti si conservano con la cera d’api

Prodotta e confezionata a Berlino, Beeskin è una pellicola venduta in Europa 100% bio che dura ed è garantita per un intero anno

In tempi di lunghe file davanti ai supermercati e attese che, in media, raggiungono l’ora, quando si va a fare la spesa si compra proprio tutto quello di cui si ha bisogno. E anche i congelatori sono strumenti essenziali in questo momento di emergenza. Ma mantenere gli alimenti intatti senza che perdano le proprietà nutrizionali non è sempre scontato. Beeskin, una startup berlinese che vende in Germania, Danimarca, Svezia, Olanda, Belgio e Spagna, Portogallo e, da poco, anche in Italia, produce pellicole per la conservazione del cibo in cera d’api, garantendo un prodotto 100% biologico.

“Sono sempre stata molto attenta all’alimentazione e alla sua conservazione. Ho sempre cercato per i miei figli prodotti sani e rispettosi dell’ambiente – racconta Christina Sauer, CEO e founder di Beeskin –  Insieme a mio marito Christian abbiamo condotto diverse ricerche sul packaging e, dopo diversi esperimenti nella nostra cucina per trovare alternative sostenibili, a settembre del 2018 è nata Beeskin. Adesso la nostra startup, con sede a Berlino, vende in 7.000 negozi in Germania, oltre alla piattaforma di e-commerce, e in altri Paesi d’Europa. In questo momento così critico abbiamo deciso di effettuare le consegne gratuitamente in tutta Europa“.

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Beeskin, come nasce la pellicola di cera d’api

Le pellicole Beeskin sono garantite e riutilizzabili per un intero anno. “Se nell’arco dell’anno, la pellicola si danneggia, il cliente può fare un reso e noi gliene facciamo recapitare a domicilio una nuova”, spiega Christina.

Disponibili in quattro dimensioni differenti, sono 100% bio, realizzate interamente con materie prime naturali certificate FSCcotone (con il certificato GOTS – Global Organic Textile Standard), cera d’api testata e senza residui di sostanze nocive e pesticidi, resina e olio di jojoba. Pensate come alternativa al cellophane di plastica e ai fogli di alluminio, queste pellicole, oltre a non inquinare, permettono di preservare le proprietà degli alimenti anche più a lungo perché, essendo antisettiche e traspiranti, prevengono la formazione di muffe.

Con Beeskin si possono conservare formaggi, frutta (eccetto l’ananas), verdura, panini, bottiglie aperte o cibi in pentola. Pesce e carne cruda, però, non sono adatti al contatto diretto con la pellicola perché, successivamente, questa non può essere pulita con acqua calda, altrimenti si danneggerebbe. Per utilizzare Beeskin è sufficiente avvolgerla attorno al cibo (o al recipiente che lo contiene) e modellarla con le mani. Il calore diretto modellerà la pellicola e la adatterà alla superficie. Dopo il suo utilizzo, basta sciacquarla con acqua fredda o tiepida e un po’ di detergente biologico e, poi, lasciarla asciugare al sole.

I prezzi variano, a seconda del formato e del numero di pellicole che si desidera acquistare. Si parte da un prezzo base di 6,90 euro per la pellicola di 25×25 cm per arrivare a 23,90 euro per il formato extralarge con due pellicole da 35×65 cm. “A seconda del paese di destinazione, insieme alla confezione forniamo le spiegazioni di utilizzo nella lingua di riferimento – spiega la CEO – Questo perché sono convinta che sia molto importante che chi acquista Beeskin abbia la possibilità di utilizzarlo nel migliore dei modi seguendo le indicazioni secondo la propria lingua madre”. La sede produttiva, dove le pellicole vengono fabbricate a mano con materiali esclusivamente europei, si trova a Berlino, città strategica da un punto di vista logistico per la distribuzione in Europa.

Beeskin propone anche il kit di autoriparazione che contiene 40 g di miscela già pronta da utilizzare qualora, ad esempio, la pellicola prodotta dalla cera d’api risulti troppo poco aderente o se ne volesse creare una homemade.

Il mercato italiano di Beeskin

Vendere in Italia non è così semplice. Il mindset è differente rispetto a quello del Nord Europa, dove, invece, Beeskin ha attirato da subito diversi clienti. Da poco abbiamo siglato un accordo commerciale con la catena dm-drogherie markt anche per il mercato italiano e, inoltre, si sono mostrati interessati al nostro prodotto alcuni venditori di vini, che utilizzano Beeskin per coprire le bottiglie”, afferma Christina.

Christina Sauer, CEO Beeskin

“Nel nord Italia stiamo già vendendo parecchio, c’è un lento progredire che, per quanto riguarda la grande distribuzione, parte dal nord e scende lungo tutta la Penisola – spiega Matteo Sacco, country manager Italia di Beeskin – Mentre per quanto riguarda la piccola distribuzione, l’andamento è al contrario, nel senso che vendiamo molto di più al Sud e, in particolar modo, in aziende casearie e di produzione di vino”.

Le prospettive future

“Il nostro obiettivo è quello di poter raggiungere quante più persone possibile, di fatto il nostro target è molto variegato: da genitori a nonni che le acquistano anche per i bambini o i nipoti. Un dato curioso è che per l’80% i nostri acquirenti sono donne. Tra le prospettive future c’è quella di consolidarci nel mercato europeo e di migliorare sempre di più il nostro prodotto”, conclude la CEO della startup che lavora la cera d’api.

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