Elena, la "Greta italiana". A 15 anni spiega lo zero waste su Instagram

Ultimo aggiornamento il 14 aprile 2020 alle 7:06

Elena, la “Greta italiana”. A 15 anni spiega lo zero waste su Instagram

Una giovane paladina dell'ambiente: usa i social network per trasmettere ai coetanei le buone pratiche. Ve la presentiamo nella terza puntata delle serie sulle influencer green

«Due anni fa ho scoperto un canale YouTube dedicato al cosiddetto zero waste, ma c’erano soltanto adulti che ne parlavano. Non c’era nessuno della mia età che trattasse l’argomento». Elena Mengato, 15 anni, abita in un piccolo paese in provincia di Padova, frequenta il liceo delle Scienze Umane e ha scelto di raccontare ai suoi coetanei come cambiare abitudini in senso green utilizzando stories di Instagram, post e video su YouTube. «Mi sono sentita di dare il mio contributo», ha raccontato a StartupItalia in questa terza puntata della serie dedicata alle influencer green. Ad affiancare il lavoro della redazione c’è, come sempre, Marta Falorni, Talent Manager di Hoopygang.

Zero waste: il contributo di una liceale

Sono quasi 2mila i follower che seguono i consigli di Elena (@elenazerowaste) su Instagram, dove la sua galleria offre una ricca collezione di recensioni di prodotti in linea con la filosofia dello zero waste. Dai dentifrici ecosostenibili fino al cibo. «Da studentessa del liceo – ha premesso – non posso ancora dire di prendere l’auto elettrica. Non ho neppure l’età per poter investire dei soldi in qualcosa di green. Quello che posso fare e sfruttare altri ambiti della vita, dove comunque il contributo di tutti può essere grande».

Leggi anche: I consigli dell’influencer Sonia Grispo per vivere green (senza rinunce)

View this post on Instagram

➡️I social sono un mezzo che utilizzo per documentarmi, confrontarmi e condividere le mie idee ma non è l’unico mezzo che utilizzo per la divulgazione di informazioni. ? ?⁣ ⁣ Penso sia importante non stare in silenzio ma condividere le proprie idee e conoscenze per trasmetterle agli altri dando l’esempio. ?⁣ ⁣ Facciamo un esempio pratico: ⁣ a scuola ogni giorno porto la borraccia, quando qualcuno beve dalla bottiglietta di plastica o mi capita l’occasione parlo del perché io utilizzo la bottiglia riutilizzabile e spesso scopro che queste persone hanno una borraccia a casa ma per pigrizia prendono le bottigliette alle macchinette. ⁣ Dopo una piccola riflessione ecco che decidono di portarsi una bottiglia riutilizzabile il giorno seguente. ?⁣ ⁣ È importantissimo non atteggiarsi da “so tutto io” perché così non si otterrebbe proprio nulla.??⁣ ⁣ Il confronto è l’arma vincente per riuscire a trasmettere delle abitudini nuove e più positive al prossimo.⁣ ⁣ Sei d’accordo?? ⁣ Qual è il tema dell’ultima conversazione che hai avuto in ambito della sostenibilità? ⁣ Se ti senti a disagio a farlo e hai paura di andare contro corrente sappi che ti appoggio e soprattutto ti auguro di trovare la forza per far valere le tue idee!❤️

A post shared by Elena ? Zero Waste Youtuber (@elezerowaste) on

A un anno dal primo sciopero globale per il clima, che anche in Italia ha visto sfilare nelle piazze migliaia di studenti e alunni, abbiamo chiesto ad Elena se ancora oggi si sente quella spinta al cambiamento delle proprie abitudini tra i più giovani. «Il primo appuntamento dei Fridays For Future a Padova – ha risposto – lo ricordo come uno dei momenti più belli. C’è stata tanta energia e carica, un prof ci ha persino consigliato di partecipare alla manifestazione. Purtroppo, col passare dei mesi, quella spinta l’ho vista sempre di meno tra i miei coetanei».

Leggi anche: Vivere senza plastica: l’influencer Amal Tinti spiega come

Tra le sue attività social, Elena ha pubblicato anche piccole pillole per aggiornare i suoi coetanei sui numeri dell’emergenza climatica. «In questo mondo della sostenibilità – ha notato la giovane – ci sono principalmente ragazze. Tra quelle che più mi ispirano c’è Annachiara (@naki.earth su Instagram, ndr) una giovane che parla di yoga, natura e zero waste. Un domani mi piacerebbe andare all’estero, magari fare il quarto anno in un paese come l’Inghilterra o in Nord Europa».

Leggi anche: Quanto inquina il mio cibo? Leggi bene la confezione

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter