Coronavirus | Ferrari vuole riaprire la produzione già ad aprile

Ultimo aggiornamento il 27 marzo 2020 alle 10:24

Coronavirus | Ferrari vuole riaprire già ad aprile

La casa di Maranello fissa la data al martedì dopo Pasquetta

Ferrari ha comunicato che il 14 aprile, il martedì dopo Pasquetta, potrebbe riaprire i propri stabilimenti «a condizione che sia garantita la continuità della catena di fornitura». L’annuncio è contenuto in una nota pubblicata oggi dalla casa automobilistica di Maranello, di cui spesso si è parlato nelle ultime settimane. Come tante altre aziende nel mondo, dall’abbigliamento ai motori, anche il Cavallino ha proposto la riconversione industriale per avviare la realizzazione di mascherine, ventilatori polmonari e altri prodotti medico sanitari da destinare alle terapie intensive. Nel pieno dell’emergenza coronavirus, quando sembra ormai chiaro che anche aprile sarà un mese complicato, l’azienda ha garantito che «la Società sta adottando tutte le misure più appropriate per assicurare il benessere e la salute dei suoi dipendenti, nell’interesse di tutti i suoi stakeholder».

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Ferrari: il problema del codice ATECO

Di fronte alla pandemia che sta investendo tutto il mondo, l’annuncio della imminente riapertura degli stabilimenti Ferrari rientra comunque nel campo delle ipotesi. «Tutte le attività aziendali che possono essere svolte attraverso il lavoro agile – si legge nel comunicato dell’azienda – continueranno regolarmente come è stato fatto nelle scorse settimane. La Società continuerà a farsi carico dei giorni di assenza di coloro che non possono avvantaggiarsi di tale soluzione». Questa settimana è stata aggiornata la lista di tutte le attività che, grazie all’accordo tra governo e sindacati, sono state ritenute essenziali.

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Le disposizioni dell’ultimo dpcm impongono la chiusura delle attività fino al 3 aprile. Vuol dire che il Governo dovrà comunque tornare sulla materia per estendere nuovamente il periodo di chiusura delle attività ritenute non essenziali. La difesa della salute pubblica resta l’unica priorità. Il drammatico tema dell’occupazione e dell’economia saranno le questioni più urgenti di cui parlare una volta terminata l’emergenza.

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