Coronacrisis, riparte l'automotive. FCA e Honda le prime in Italia - Impact

Ultimo aggiornamento il 22 aprile 2020 alle 12:03

Coronacrisis, riparte l’automotive. FCA e Honda le prime in Italia

Si rimette in moto l'industria dell'auto, la più colpita dalla quarantena. Fiat anticiperà persino la Fase 2, avvertendo la prefettura

Riparte l’automotive. Uno dei settori più colpiti dal lock down e dalla crisi economica che seguirà la pandemia. Per questo FCA sembra intenzionata a non aspettare la fase 2, anticipando la riapertura dei cancelli al 27 aprile. La seconda industria che ha già annunciato la ripartenza è Honda Motor. Il calendario della ripartenza.

FCA chiederà il permesso alla prefettura

La prima a riprendere la produzione sarà la Sevel di Atessa, dove si assembla il Ducato, il prossimo 27 aprile. Con Sevel riprenderanno anche i lavori di alcuni reparti connessi per la componentistica a Melfi, Pomigliano, Termoli e Mirafiori, dove si faranno anche le preserie prototipali della 500 elettrica nell’ambito delle attività di ricerca e sviluppo già autorizzate. Lo ha annunciato FCA con una nota ai sindacati metalmeccanici. L’azienda, volendo anticipare il Governo, dovrà seguire la strada della autorizzazione prefettizia, informando per tempo l’esecutivo.

La replica dei sindacati

“FCA ci ha comunicato l’intenzione di riprendere a partire da lunedì l’attività produttiva in Sevel, avvalendosi della procedura di autorizzazione prefettizia peraltro già percorsa da molte altre imprese. Abbiamo quindi chiesto di svolgere subito gli incontri di fabbrica necessari a verificare la puntuale applicazione delle misure di sicurezza concordate con l’accordo del 9 aprile. Ma esortiamo il Governo a dare una risposta chiara e univoca a livello centrale”. Lo afferma Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto.

© FCA

“La riapertura di Sevel comporta il riavvio di reparti a Mirafiori, Cassino, Pomigliano e Termoli. Inoltre a Mirafiori saranno effettuate alcune preserie della 500 elettrica, ma ciò avverrà nell’ambito di quella attività di ricerca che rientra nei codici ateco. Si tratta di realtà dislocate su regioni diverse e, per scongiurare la possibilità di pronunce diverse, sarebbe opportuno che il Governo si pronunciasse centralmente. La domanda di FCA verte sulla strategicità di Sevel, requisito in base al quale altri hanno già ottenuto l’autorizzazione. La Fase 2 sta di fatto partendo con le richieste di autorizzazione sempre più numerose ai prefetti. È essenziale però che avvenga in modo graduale e in piena sicurezza sia all’interno dei luoghi di lavoro sia nell’ambiente circostante, in particolare nei mezzi pubblici che devono essere adeguati. Come sindacato stiamo facendo la nostra parte con accordi che vanno oltre le prescrizioni minime legali e proprio l’accordo con FCA per la sua completezza costituisce un punto di riferimento. Dobbiamo coniugare con estremo rigore sicurezza e lavoro, solo così potremo scongiurare il rischio di catastrofe sia sanitaria sia economica”.

© FCA

Honda Motors attenderà la Fase 2

Attenderà invece la Fase 2 Honda Motors che ha annunciato la riapertura dello stabilimento di Atessa (Chieti) per lunedì 18 maggio. Lo ha comunicato oggi ai sindacati il coordinamento Honda Europa. “La decisione di prolungare il fermo produttivo – spiega Nicola Manzi, segretario della Uilm Chieti-Pescara, primo sindacato alla Honda – non è dovuta essenzialmente alle misure anti-Covid, ma ad un fermo generale in Europa e alla volontà dell’azienda di far ripartire i vari stabilimenti e settori merceologici (moto, power e auto) tutti nello stesso momento. Lo stabilimento di Atessa ha lavorato fino a poche settimane ed ha già una buona dose di prodotti immagazzinati. I concessionari sono pieni. Il nostro auspicio è che alla ripresa delle attività e della libera circolazione delle persone in Italia e in Europa, per il mercato di Honda Atessa, ci siano risposte positive da parte dei clienti. La ripartenza è positiva, dobbiamo uscire dall’emergenza economica oltre che da quella sanitaria. Honda da subito ha organizzato perfettamente le misure anti-Covid e previsto una serie di accorgimenti per il distanziamento dei dipendenti e la prevenzione dal contagio. Lo stabilimento è pronto a riprendere le attività anche durante il periodo delle ferie se il mercato risponde”.

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