FEND, la campagna anti droga a portata di smartphone - Impact

Ultimo aggiornamento il 24 giugno 2020 alle 10:31

FEND, la campagna anti droga a portata di smartphone

Negli Stati Uniti aumenta il successo di FEND, la campagna di prevenzione della droga per tutelare i più giovani

Il consumo di sostanze stupefacenti tra i più giovani è un fenomeno tristemente noto e in aumento in diverse parti del mondo. E se la sensibilizzazione e il controllo di quest’emergenza dai netti contorni sociali è già cosa complessa, lo è ancor di più se il binomio è drogaadolescenti; è sulla scia di tutto questo negli Stati Uniti nasce un’idea intelligente e, soprattutto, a portata di smartphone.

Si chiama FEND ed è una campagna di prevenzione anti droga; se a prima vista pensate possa trattarsi di una delle tante e poco utili azioni volte alla responsabilizzazione, beh, sappiate che non è cosi. Eh no perché FEND combina le ultime tecnologie con gli interessi dei più giovani, un perfetto mix per coinvolgerli e dargli quel controllo necessario della propria vita.

Full Energy, No Drugs”, questo il significato dietro l’acronimo FEND creata da Preventum Initiative, l’organizzazione senza scopo di lucro che riunisce ricercatori e tecnologie per trovare soluzioni innovative ed efficaci per affrontare le sfide della sanità pubblica su larga scala. Alle spalle di tutto c’è un solido team di 15 persone che si impegnano quotidianamente a coinvolgere i giovani sulla piattaforma.

Come? Fornendo ogni informazione cruciale sui rischi di farmaci e droghe illegali, dipendenza e overdose, il tutto attraverso un’app interattiva gratuita che premia i ragazzi ogni qual volta rispondono a dei quiz educativi. Buoni regalo, biglietti per concerti e tanto altro. Grazie a questo semplice e stimolante meccanismo i ragazzi possono apprendere cos’è un oppiaceo, perché è così attraente e come riconoscere e rispondere a un sovradosaggio salvando una vita.

Ma cosa c’é dietro FEND?

Una ricerca accurata che unisce le evidenze di esperti in materia di salute pubblica, dipendenza da sostanze stupefacenti, trattamenti, recupero, scienza comportamentale; gli specialisti che hanno collaborato alla creazione di questa campagna aiutano costantemente a sviluppare il contenuto e le missioni nell’apposita app.

Tecnicamente, tutto si basa sull’utilizzo di una piattaforma all’avanguardia che consente al team di creare, distribuire, aggiornare e monitorare ogni cosa da un CMS in back-end e agli utenti finali di partecipare alla campagna direttamente accedendo dall’app omonima.

FEND è stata lanciata durante l’estate del 2018 con il Vans Warped Tour di Kevin Lyman e, ad oggi, conta più di 32.000 giovani iscritti come sostenitori di cui 15.000 hanno scaricato e usano l’app sul proprio telefono. E non solo; alcune amministrazioni locali americane, infatti, hanno accolto la campagna direttamente nei propri piani di gestione cittadina. Dopo Rhode Island, circa due mesi fa, FEND è arrivata anche a Lexington, in Kentucky, dove il sindaco Linda Gorton si sta impegnando a rendere la dipendenza da oppioidi e l’abuso di sostanze un elemento centrale della sua amministrazione.

E sembra proprio che i giovani si stiano approcciando bene al progetto. Ma come mai? Quali sono gli elementi che differenziano questa dalle altre campagne “apparentemente” simili?

Le chiavi del successo di FEND sono diverse

Tra queste, sicuramente, l’uso della gamification nell’app, ovvero dei meccanismi propri dei videogames in contesti diversi -come questo, appunto-. La combinazione di elementi di gioco come premi, sfide e classifiche da scalare riesce a coinvolgere i giovani come non mai ed aumentare la loro motivazione ad adottare comportamenti sani.

Un’altra componente chiave di FEND è stata coinvolgere musicisti e artisti, squadre sportive e atleti per interagire con i giovani e spargere la voce sul pericolo degli oppioidi. Numerose band e artisti sono già entrati a far parte dell’iniziativa contribuendo a diffonderla tra i fan. Non è finita qui perché FEND è anche un marchio di streetwear che può essere comodamente acquistato online nello store apposito.

Il fine è unico: far entrare il giovane non in un semplice progetto di sensibilizzazione ma in una vera e propria community in cui sentirsi ben accetto, una community con dei propri valori e delle proprie attività, un luogo dove incontrarsi e sentirsi valorizzati.

Alcuni dati

Questo successo non può che essere una buona notizia se consideriamo i dati statunitensi. Sul sito della Preventum Iniziative, si legge “I nostri giovani stanno affrontando una crisi!”. Ed è esattamente così: una crisi che riguarda droghe varie, l’uso improprio di farmaci da prescrizione, inclusi antidolorifici, Xanax, stimolanti di vario genere e il tristemente noto Fentanil.

Tra adolescenti e giovani adulti sono in aumento i tassi di dipendenza e overdose. L’86% ha dichiarato di conoscere qualcuno che fuma, beve o usa droghe durante la scuola, il 50% ha abusato di droga almeno una volta nella vita e il 43% è la percentuale di studenti universitari che usa droghe illecite. Nel 2015, l’80% dei decessi per overdose di stupefacenti da parte di adolescenti è stato “accidentale“. Il 50% dei giovani che attualmente iniettano eroina fa anche uso improprio di oppioidi e le morti con Fentanil sono aumentate del 47% solo nel 2017. Come se non bastasse, ancor meno del 10% di chi abusa di sostanze riceve assistenza medica.

E non è che i dati in Italia siano più rassicuranti.

Secondo l’ultima Relazione annuale sullo stato delle tossicodipendenze in Italia, i giovani tra i 15 e i 19 anni consumano cannabis e una serie di nuove sostanze psicoattive quali cocaina, allucinogeni, altri stimolanti ed eroina. Quasi il 35% degli studenti ha dichiarato di aver usato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della propria vita e tra questi, il 10,5% è “poli-utilizzatore“, ovvero, assume insieme più sostanze.

Sono circa 360.000 gli studenti che hanno usato almeno una volta nella vita una o più delle cosiddette nuove sostanze psicoattive. Quelli che, invece, hanno sperimentato la cocaina almeno una volta nella vita sono poco più di 88.000. L’1,1% degli studenti (circa 28.000) riferisce di aver fatto un uso di eroina almeno una volta nella vita.

Ma quindi basta riporre le speranze in un’app anti-droga?

Ovviamente, no.

Precedenti campagne di prevenzione statunitensi come la campagna Just Say No degli anni ’80 e Drug Abuse Resistance Education (D.A.R.E.) hanno fatto ben poco per fermare il consumo di droga tra gli adolescenti. A dimostrarlo, la ricerca: uno studio decennale del programma DARE ha dimostrato che potrebbe aver addirittura aumentato il consumo di droga tra gli adolescenti.

Il perché lo immaginiamo. Le vecchie campagne non sono riuscite a coinvolgere in modo significativo. I giovani vogliono far parte della soluzione. E FEND in questo è diversa.

I dati del programma pilota nel Rhode Island hanno dimostrato, infatti, che coloro che hanno utilizzato l’applicazione hanno modificato positivamente il proprio atteggiamento nei confronti della droga. Ma c’è sempre un ma; eh si perché i finanziamenti sono e restano scarsi. FEND è finanziata attraverso donazioni private, sovvenzioni e sponsorizzazioni aziendali. Tutto questo non basta: si avrebbe bisogno di strategie di comunicazione efficaci per l’istruzione e di sovvenzioni massicce da parte del governo centrale. E questo, chiaramente, non solo negli Stati Uniti.

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