Mole Urbana, la carrozza d'antan (full electric) che si guida col patentino

Ultimo aggiornamento il 28 aprile 2020 alle 6:02

Mole Urbana, la carrozza d’antan (full electric) che si guida col patentino

Sarà solo a noleggio, disponibile in tre versioni. Pensato per la città, all'interno del quadriciclo ci sono monopattini caricati a dinamo

Sembra uscito dai primi del ‘900 e ricorda il design una carrozza d’epoca. Invece, Mole Urbana è un modernissimo quadriciclo elettrico nato da un’idea del designer Umberto Palermo. E si può guidare a partire dai 14 anni (con il patentino), a noleggio, senza inquinare l’ambiente.

Un’idea di sharing nata solo quattro mesi fa che prende vita dallo studio di un ciclo produttivo dell’auto totalmente made in Italy. “Mole Urbana è un veicolo a emissioni zero, pensato esclusivamente per il noleggio, che possono guidare anche i ragazzi purché in possesso del patentino – spiega il designer – Appena finita l’emergenza Covid-19 ne avvieremo la produzione, che abolisce lo stampaggio di lamiere e dà vita ad un ciclo di produzione, totalmente italiano, con infissi ed estrusi di alluminio a ridotto impatto ambientale“.

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Un ciclo produttivo a basso impatto ambientale

“L’idea che abbiamo progettato sfrutta il know-how interno di Mole Costruzione Artigianale che, generalmente, si rivolge a una ristretta nicchia di mercato di auto di lusso – spiega Palermo a StartupItalia – Questa volta, invece, abbiamo dato vita a un mezzo che sarà utile a molti e permetterà un notevole risparmio in termini di consumi energetici.

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Mole Urbana è composta da un interno modulare con elementi che si agganciano tra loro, e questo ne semplifica la fase di smontaggio rispetto al procedimento tradizionale”. Ma come è stato possibile mettere a punto questo veicolo? In buona sostanza, l’alluminio e il vetro sono i due materiali estensivamente impiegati per la sua realizzazione. “Riducendo il numero di componenti necessari alla produzione, abbiamo ridotto anche il dispendio di elettricità e i costi di smaltimento“. E una volta che il veicolo non sarà più utilizzabile, gli elementi ancora buoni si potranno facilmente smontare e inserire in un altro quadriciclo.

 

 

La vettura non è verniciata. Questo permette di ridurre ulteriormente i costi di produzione e gli inquinanti. Oltre al fatto che, a differenza dell’acciaio, l’alluminio non fa ruggine e non ha bisogno di alcun trattamento di cataforesi. Il vetro e l’alluminio da cui Mole Urbana è composta sono, inoltre, materiali 100% riciclabili e si possono rigenerare numerose volte“, afferma il designer.

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Un ciclo produttivo di per sé a ridotto impatto ambientale totalmente made in Italy, di cui si occuperà per la fabbricazione e l’elettrificazione la Pretto di Pontedera, che lavora anche con Piaggio, Isuzu e Dongfeng, mentre l’approvvigionamento di alluminio, così come il noleggio e la distribuzione, sono affidati a due aziende torinesi: rispettivamente, la Ett1 e la Movim. 

Non solo una macchinina

All’interno del quadriciclo, che lo stesso Palermo definisce più “uno spostapersone“, dato che è pensato esclusivamente per il noleggio, è posizionato anche un monopattino elettrico per passeggero. “Abbiamo pensato a questa soluzione per le grandi città. Una volta che si raggiunge l’area pedonale, chiaramente il veicolo non vi può accedere. Pertanto, lo si potrà parcheggiare e attraversare la città utilizzando il monopattino, che si ricarica mediante la dinamo collegata alle ruote del veicolo, il cui costo di noleggio è compreso nel prezzo dello sharing del quadriciclo”.

E anche il modello di sharing è differente da quelli a cui siamo, di solito, abituati. “Abbiamo pensato a un utilizzo premiante del mezzo“, dice il designer. Se, infatti, generalmente, la tariffa scatta a tempo e/o a chilometro, Mole Urbana applica un prezzo di noleggio, a breve (anche giornaliero) o a lungo termine, sulla base del comportamento del conducente. “Per ridurre gli atti vandalici che, purtroppo, capitano frequentemente sui mezzi in sharing, abbiamo pensato ad un’app obbligatoria per guidare il veicolo che monitora il comportamento del conducente. Se questo non commetterà infrazioni, il prezzo che pagherà per il noleggio sarà più basso rispetto a un atteggiamento scorretto e irrispettoso. In genere, comunque, il costo stimato si aggirerà sui 250 euro al mese, variabile e soggetto al tipo di polizza assicurativa stipulata”. Insomma, meglio ci si comporta e meno si paga.

Modelli e produzione di Mole Urbana

Il veicolo elettrico è, attualmente, pensato in quattro modelli differenti, di cui uno non ancora pubblicizzato. Small (più piccolo di una Smart), Medium (tipo una Multipla) e Large (simile alla Torpedo) sono le tre versioni già note, per una lunghezza complessiva oscilla fra i 3,2 e i 3,7 metri, di 1,49 metri di larghezza (la stessa per tutte), di 1,2 metri di altezza per la large contro gli 1,4 di small e medium, con l’abitacolo a due o tre posti. “C’è poi un quarto modello che abbiamo pensato per le attività commerciali, come lo street food, molto più alto rispetto agli altri ma che non abbiamo ancora pubblicizzato – afferma Palermo – Queste vetture sono dedicate non solo ai ragazzi, anzi. Ne usufruiranno anche molti lavoratori e famiglie“, afferma Palermo.

La forma cubica non è un caso, ma risponde alla necessità di avere a disposizione quanto più spazio interno possibile in rapporto alle dimensioni esterne. E’ sprovvista di cofano e il motore è elettrico, alimentato da una batteria che assicura un’autonomia da 75 a 150 km a seconda della capacità. Sia la batteria che il motore sono esterni, collocati nei bauletti davanti e dietro l’abitacolo, il quale è composto da pochi comandi. La plancia è fatta di alveoli di cartone pressato, dove si possono riporre oggetti e borse della spesa. C’è anche una docking station per collegare il cellulare. Il volante, a forma di cloche, mette d’accordo sia i gusti giovanili che quelli più adulti.

La velocità del veicolo si adegua alla regolamentazione dei Comuni, non supera i 50 km orari, e, tra le dotazioni di sicurezza, include la frenata assistita.

Dal primo prototipo al prodotto finale sono passati 12 mesi. A spronarci ancora di più è stata Citroen, che ha presentato a metà marzo il quadriciclo elettrico “Ami” –  specifica il designer –  Ad oggi possiamo dire di avere ricevuto un eco del tutto inaspettato, seguito anche da diverse richieste avanzate da brand noti per una produzione tailor made che, comunque, non escludo”.

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Un progetto che, finora, è stato totalmente realizzato in autofinanziamento con l’obiettivo di produrre 50 pezzi entro quest’anno, 150 nel 2021, 200 nel 2022 e 300 nel 2023. Mole Urbana punta a raggiungere il 2% circa in tre anni e il 6% in sei anni, nell’auspicio che il mercato dei quadricicli cresca. “E’ un mercato che nel 2016 contava 9.000 pezzi venduti all’anno, poi c’è stato un crollo delle vendite in Europa – spiega il designer – Fortunatamente, successivamente il trend è cambiato, trascinato dal boom dell’elettrificazione, con l’Italia, la Spagna e il Nord Europa che si confermano i mercati europei più effervescenti e in crescita nel settore”.

Per vedere i primi esemplari si dovrà attendere il Milano-Monza Open Air Motor Show che era previsto a giugno ma, a causa della pandemia, è slittato dal 29 ottobre al 1 novembre.

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