Il Coronavirus è arrivato nei fiumi, ma è inattivo - Impact
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Ultimo aggiornamento il 6 maggio 2020 alle 17:10

Il Coronavirus è arrivato nei fiumi, ma è inattivo

Nelle acque reflue rinvenute le particelle del virus in quantità significative, ma una volta passati i depuratori sono scomparse

Forse qualcuno ricorderà la notizia che nei fiumi italiani, e soprattutto in quelli che costeggiano le grandi città, si trovano tracce consistenti di cocaina. Dal 2011 al 2017 sono stati misurati i consumi di cocaina, amfetamina, metamfetamina ed ecstasy in 120 città di 37 Paesi tra Europa – Italia inclusa – Usa, Canada, Sud America e Australia, con più di 60 milioni di persone coinvolte. Questo perché i fiumi non raccolgono solo l’inquinamento industriale, ma anche le acque reflue urbane, quindi gli scarti del nostro corpo. Studiando i fiumi è possibile intuire almeno in parte lo stato di salute delle popolazioni bagnate da quei corsi d’acqua. Sulla base di questo assunto, i ricercatori hanno provato a ricercare il Coronavirus nell’acqua e hanno scoperto che effettivamente è presente.

Cosa ci dicono gli studi sui nostri fiumi

Secondo la ricerca condotta dall’ospedale Sacco, università Statale di Milano e Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche) pubblicata sul sito medRxiv, che raccoglie i lavori non ancora passati al vaglio della comunità scientifica, il Covid-19 riesce ad arrivare anche nelle acque reflue e in quelle dei fiumi, ma è inattivo, dunque incapace di contagiare nuovamente l’uomo.

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Nei due prelievi eseguiti nelle acque dei fiumi Lambro e Lambro meridionale, che costeggiano Milano, «abbiamo trovato nelle acque reflue le particelle del virus in quantità significative, ma una volta passati i depuratori sono scomparse. Il virus era presente anche nelle acque dei fiumi. In entrambi i casi però il virus SarsCov2 era inattivo, quindi non può ripassare all’uomo», spiega Francesco Salerno, ricercatore del Cnr. «L’analisi delle acque – conclude – può essere usata come un ‘termometro’ sulla diffusione del virus nella popolazione». In base alla quantità di Coronavirus (ormai innocuo per l’uomo) gli studiosi potranno comprendere infatti il grado di penetrazione del Covid-19 nelle popolazioni che scaricano in quei fiumi.

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