Ultimo aggiornamento il 14 maggio 2020 alle 5:22
Trenitalia, tornano i treni in vista del 18. Ma col Covid -2mld sul fatturato
Dal 18 maggio, 20 Frecce in più per un totale di 38 collegamenti giornalieri e 16 i treni Intercity. A bordo meno passeggeri. Ma nelle stazioni anche meno treni...
In vista del secondo step della Fase 2, previsto al momento per il 18 maggio, che dovrebbe consentire con maggior facilità gli spostamenti anche tra Regioni, ritornano i treni nelle stazioni dopo la lunga serrata della quarantena. Trenitalia annuncia il piano della ripartenza. “Penso che dal primo giugno ci sarà possibilità di spostarsi da una regione all’altra. E secondo me sara’ possibile uscire anche dalla Lombardia”. Lo ha detto ieri Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, a Circo Massimo, su Radio Capital. “Dal 18 maggio faremo un passo avanti e di questo ne sono sicuro e per fine mese ci sara’ maggiore libertà”. Al momento, “ci sono 12 regioni che hanno meno di 12 infetti”, ha sottolineato. A partire dal 18 maggio, a disposizione dell’utenza (che dovrà però seguire scrupolosamente le regole di viaggio e il venturo decreto che regolamenterà gli spostamenti), 20 Frecce, per un totale di 38 collegamenti ad alta velocità al giorno e 10 Intercity, che porteranno il totale a 16 corse giornaliere.
Dal 18 maggio, 20 Frecce in più per un totale di 38 collegamenti giornalieri sulle direttrici principali.
Nel dettaglio saranno attivi i seguenti collegamenti:
Qui il dettaglio di tutte le corse ad alta velocità.
Nelle giornate del 18 e 19 maggio saranno riattivati ulteriori collegamenti che porteranno a 16 i treni Intercity al giorno. “L’offerta resta ancora limitata ma sarà modulata in modo tale da garantire il servizio, a pendolari e viaggiatori, su quasi tutte le tratte d’Italia”, fanno sapere da Trenitalia.
Qui di seguito i dettagli degli ulteriori 10 collegamenti giornalieri:
Qui gli orari degli Intercity.
C’è poi il tema non secondario delle perdite economiche causate dal lock down e dalle imposizioni sanitarie che impediranno alle carrozze di riempirsi come in precedenza, lasciando in stazione una buona fetta di utenti (che almeno all’inizio non troveranno una maggiore offerta di treni, pare, anzi, che saranno persino di meno rispetto a prima). “Questa emergenza ha comportato per Trenitalia una forte, significativa ricaduta a livello economico-finanziario sia in termini di riduzione dei ricavi operativi che di sostenibilità dei flussi di cassa. Abbiamo perso circa 10 milioni di euro al giorno, nel periodo di lockdown, per la mancata vendita dei biglietti. Solo nei mesi di marzo e aprile abbiamo registrato una perdita di fatturato di 500 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo del 2019 che, proiettata a fine anno, vale quasi 2 miliardi”. Così l’amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato, spiegando che la domanda di mobilita’ potrà tornare ai livelli pre-crisi “non prima del 2022”.