Bonus mobilità: cosa dice il testo definitivo del Decreto Rilancio

Ultimo aggiornamento il 21 maggio 2020 alle 9:27

Bonus mobilità: cosa dice il testo definitivo del Decreto Rilancio

Sulla sostenibilità ci sono anche novità per le aziende: arriva il mobility manager

Rispetto alle bozze è cambiato il numero dell’articolo. Prima era il 205, ora è il 229. Ma la sostanza è rimasta identica per la felicità dei pendolari e di chi vuole davvero approfittare di questa occasione per fare a meno dell’auto in certi spostamenti. Il Decreto Rilancio, pubblicato pochi giorni fa in Gazzetta Ufficiale, ha allargato le possibilità del bonus mobilità – già presente nella Legge di Bilancio 2020 – con misure riservate a chi, maggiorenne, abita in città di almeno 50mila abitanti.

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Bonus mobilità: cos’è

Come spiega l’articolo 229, il Decreto Rilancio destina ai residenti maggiorenni di capoluoghi di Regione, Città metropolitane, , capoluoghi di Provincia e comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti «un “buono mobilita'”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonche’ di veicoli per la mobilita’ personale a propulsione prevalentemente elettrica».

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Il bonus mobilità è dunque retroattivo (parte dal primo giorno della Fase 2, il 4 maggio) e può essere richiesto per una sola volta. Sul sito dei vari Ministeri coinvolti si fa cenno a una applicazione che sarà presto online – entro 60 giorni dalla pubblicazione del Decreto Rilancio – attraverso la quale si potrà ottenere il rimborso se si è già concluso l’acquisto (registrando la fattura), oppure ottenere un buono spesa digitale.

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Case avanzate e mobility manager

Per quanto riguarda la mobilità sostenibile il Decreto Rilancio ha aggiunto modifiche su questioni di carattere urbanistico come le case avanzate (molto diffuse in nord Europa), ovvero aree riservate alle bici in attesa del verde di fronte ai semafori e davanti a tutte le auto in coda. C’è infine anche la novità dei mobility manager, una figura professionale da inserire nel contesto aziendale: «Al fine di favorire il decongestionamento del traffico nelle aree urbane mediante la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale, le imprese e le pubbliche amministrazioni […] con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti sono tenute ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale nominando, a tal fine, un mobility manager con funzioni di supporto professionale continuativo alle attività  di decisione, pianificazione, programmazione, gestione e promozione di soluzioni ottimali di mobilita’ sostenibile».

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