Scuola, arriva l'educazione ambientale. Ma manca posto per 40mila classi
single.php

Ultimo aggiornamento il 7 luglio 2020 alle 15:57

Scuola, arriva l’educazione ambientale. Ma manca posto per 40mila classi

La vicepresidente del Senato, Paola Taverna, esulta su Instagram. I presidi lanciano l'allarme: servono più spazi

«Da settembre i nostri ragazzi torneranno a scuola con una nuova materia di studio: l’educazione civica. Questa sarà suddivisa in tre blocchi. Uno di questo è rappresentato dalla’educazione ambientale». A scriverlo sul proprio profilo Instagram è la vicepresidente del Senato, Paola Taverna, che ha postato la foto del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Da settembre sarà infatti obbligatoria l’educazione civica negli istituti di ogni ordine e grado, una novità che si aggiunge alle altre che riguardano il mondo della scuola, che vive con apprensione da mesi l’incertezza per il ritorno tra i banchi.

Il nodo spazi

L’esultanza della senatrice Taverna sulla educazione ambientale arriva però in un momento delicato. Proprio oggi la stampa parla di tutte le misure al vaglio del governo per assicurare un rientro in sicurezza. Tra queste c’è anche l’idea di effettuare test sierologici per tutto il corpo docenti. Ma è dai presidi che arriva l’allarme in vista di settembre. «Sappiamo che il Cts propende per i testi sierologici al personale scolastico e accogliamo questa misura favorevolmente – ha premesso il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli – Ma se si ritiene che sia una misura utile meglio farli il prima possibile, magari anche prima dell’inizio scolastico, per rientrare a scuola in un quadro sicuro».

View this post on Instagram

Da settembre i nostri ragazzi torneranno a scuola con una nuova materia di studio: l’educazione civica. Questa sarà suddivisa in tre blocchi. Uno di questo è rappresentato dall’educazione ambientale. Il rispetto per l’#ambiente parte dai buoni esempi e dai banchi di scuola. È fondamentale che i nostri ragazzi abbiano gli strumenti cognitivi per apprezzare le #bellezze che abbiamo intorno, partendo dall’#aria che respiriamo. Prendiamo per mano gli uomini e le donne del #futuro e costruiamo insieme una “coscienza ambientale” partendo dal principio fondamentale per la #vita sulla #terra: rispettare la natura e vivere in simbiosi con essa. Il cambiamento è già in atto. Continuiamo per questa strada.

A post shared by Paola Taverna (@paolataverna) on

In più c’è il nodo degli spazi che, in tempo di distanziamento sociale obbligatorio, ancora non è stato sciolto. «Servono decine di migliaia di locali in tutta Italia – ha stimato lo stesso Giannelli – e calcolando che, secondo quanto riferito dal ministro, gli studenti che faranno lezione fuori dalle aule sono il 15%, circa 1 milione e 200mila, resteranno fuori 40mila classi. L’idea di collocare i ragazzi anche in locali nell’ambito dei beni confiscati alla mafia è bella, ma qui servono davvero tante strutture».

Leggi anche: Greta ha fatto scuola. Almeno in Italia. Siamo sempre più ecologisti

Come da calendario, la scuola riaprirà il 14 settembre (anche se alcune Regioni hanno già posticipato il suono della prima campenella) e gli alunni dovranno ritrovare le proprie abitudini e i propri spazi tra i banchi. L’importanza dell’educazione civica non è in discussione, soprattutto se arricchita da approfondimenti sulle tematiche ambientali e green, tanto care alle giovani generazioni. L’auspicio, tuttavia, è che il programma scolastico venga affrontato in un ambiente scolastico adeguato, senza pesare soltanto sulla buona volontà e sull’impegno dei docenti.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter