SandStorm, il robot che pulisce pannelli solari a secco
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Ultimo aggiornamento il 30 luglio 2020 alle 15:26

SandStorm, il robot che pulisce pannelli solari a secco

L'idea è di due giovani siciliani. Che ora cercano finanziatori e partner industriali per battere la concorrenza internazionale

Un parco fotovoltaico può avere un perimetro di venti chilometri e contenere centinaia di migliaia di pannelli solari. Che, però, necessitano di manutenzione costante per evitare il soiling, la perdita di potenza dovuta alla presenza di polveri o detriti: un calo che può sfiorare il 30% e ridurre il margine ricavato dagli investimenti in maniera significativa.

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Pulizia pannelli solari: il costo della manutenzione

Prendersi cura dei pannelli solari installati in zone desertiche può essere molto costoso: se il sole batte forte e garantisce una resa eccezionale, la sabbia crea enormi problemi di manutenzione. Per non parlare dell’acqua impiegata per le operazioni di pulizia, una risorsa scarsa. Per rispondere a un’esigenza sempre più pressante del mercato, due giovani siciliani hanno sviluppato Sandstorm, un innovativo robot che ora cerca partner industriali per battere sul tempo l’agguerrita concorrenza internazionale di israeliani, cinesi e canadesi.

Pulizia pannelli solari a secco: la startup nasce in un garage

La storia di Salvatore Occhipinti e Salvo Salerno (a cui si è aggiunta Lara Licitra nel ruolo di office manager) ricalca quella di buona parte degli innovatori di cui avete letto su queste pagine. Reiwa Engines, questo il nome della startup, nasce in un garage dopo la solita trafila fatta di dimissioni dal posto di lavoro e conseguente scommessa a fondo perduto su un progetto che sembra vincente ma è, pur sempre, privo di riscontri. Il cursus honorum è rispettato.

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“Dopo mesi di lavoro e tre prototipi – spiega Salerno a StartupItalia – abbiamo finalmente chiesto e ottenuto un brevetto  per cominciare a proporre la nostra idea alle multinazionali dell’energia. La prima risposta è arrivata da Enel Green Power, il più grande player privato del settore a livello mondiale con 1200 impianti in 29 paesi: l’azienda è venuta a testare il nostro robot e si è accorta che l’idea è effettivamente innovativa”.

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I due inventori non si fermano. E’ stata proprio Enel a segnalare al trio un’importante call di settore; loro non si sono lasciati sfuggire l’occasione di provarci. “La partecipazione a Clean Tech dello Start Lab di Unicredit è avvenuta quasi per gioco. Invece, con nostra grande soddisfazione, ci siamo posizionati tra i dieci finalisti, guadagnandoci anche una menzione speciale”.

Pronti ad andare sul mercato: si cerca un partner industriale

Ma cos’ha di particolare il progetto di questi due siciliani che da Ragusa vogliono bruciare sul tempo le aziende di mezzo mondo? Facciamo un passo indietro. “I problemi dei parchi fotovoltaici nascono da una posa che viene solitamente effettuata da manodopera locale a basso costo – prosegue Salerno – Gli errori generano dislivelli che possono essere anche rilevanti”. Impensabile, date le superfici in gioco, pensare a una pulizia manuale. E i robot, in queste condizioni, possono poco.

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“La tecnologia oggi consente di utilizzarli, ma quelli attualmente in commercio sono in grado di coprire solo gap nell’ordine dei dieci centimetri. Noi, invece, siamo riusciti a superare i trenta, lavorando sull’equilibrio del dispositivo”. Non solo. “Sandstorm si muove in assoluta autonomia, è completamente autoalimentato e in grado di pulire a secco. Con un risparmio dei costi che stimiamo attorno all’80%”.

 

Il robot siciliano, racconta il manager, è già pronto per andare sul mercato: dopo il quarto prototipo, ora si cerca un partner industriale con l’expertise giusta per cominciare a vendere oltreconfine. “Si tratta di un settore di nicchia ma ad alto potenziale, in cui nessun competitor si è ancora imposto su larga scala. Per questo la nostra idea è quella di puntare, sin da subito, su un processo di internazionalizzazione rapido”.

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