Il casco per la telepatia diventa una cuffia insonorizzante. Il vivaio creativo di I4C - Impact
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Ultimo aggiornamento il 3 agosto 2020 alle 6:33

Il casco per la telepatia diventa una cuffia insonorizzante. Il vivaio creativo di I4C

Ogni anno aziende o istituzioni propongono ai ragazzi 8 sfide in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell'ONU. I progetti migliori diventano startup

C’è chi è partito da un fantascientifico casco per la telepatia e poi, dialogando con i ricercatori del CERN, ha intuito che potesse trasformare la propria idea in una cuffia intelligente che insonorizza il lavoratore schermandolo da suoni molesti e dannosi ma consentendogli comunque di sentire quelli utili (le voci dei colleghi o le sirene d’allarme). Chi si era ripromesso di combattere l’effetto serra dipingendo di bianco l’intera superficie terrestre e, dopo l’incontro con i mentor del Collège des Ingénieurs Italia, ha compreso che il giusto compromesso fosse quello di una vernice per tetti che cambia colore a seconda dell’irradiazione: trasparente d’inverno, così da rispettare le norme urbanistiche sull’estetica degli edifici, bianca in estate, per assicurare la dovuta frescura. “Innovation 4 Change [da qui in poi, I4C – NdR] è il principale programma di impact innovation in Italia ed è nato dalla collaborazione tra il Collège des Ingénieurs Italia, il dipartimento di innovazione sperimentale del CERN – IdeaSquare, e la scuola di dottorato del Politecnico di Torino”, racconta a StartupItalia Noemi Glisoni, coordinatrice del programma. “Vogliamo che i nostri ragazzi volino altissimo con le proposte perché le loro idee dovranno cambiare davvero il mondo”.

A caccia di talenti per cambiare il mondo

Si parte da assunti spesso folli (e già riecheggia il jobsiano «Stay hungry, stay foolish») ma poi si arriva comunque a idee concrete e con un mercato. Tant’è che dal processo creativo nascono spesso diverse startup innovative parecchio promettenti. Il casco telepatico che ha dato origine alla cuffia insonorizzante è alla base di SoundBubble, mentre la vernice che cambia colore per riflettere i raggi solari è di SpectrumLab.

Noemi Glisoni, coordinatrice del programma I4C

“Il programma – spiega Noemi – è nato al fine di creare sinergie tra il mondo della ricerca, dell’università e del business”. “Insomma – scandisce la program manager – vogliamo formare un pool di talenti il più possibile eterogeneo perché possano sviluppare idee di business innovative che possano cambiare il mondo”.

I4C, a scuola dal CERN

“Ogni anno – continua Noemi – coinvolgiamo 8 partner che pongono ai 50 talenti che abbiamo selezionato altrettante sfide in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite”. I4C si rivolge ai fellows dell’MBA del Collège des Ingénieurs Italia e ai dottorandi del Politecnico di Torino che “vogliono lasciare un impatto positivo sulla società e sull’ambiente”.

I4C quindi prosegue sulla falsariga di un hackathon che dura però 5 mesi: “Si avvia un processo di ricerca e ideazione nel quale coinvolgiamo i ricercatori del CERN per contribuire alla formazione dei ragazzi”. Quindi si selezionano le idee “che devono essere progetti di ampio respiro, scalabili, modelli di business concreti dall’impatto almeno ventennale”, prosegue Noemi.

 

 

Seguono le fasi di pitching e prototipazione. Il culmine del percorso di formazione dell’I4C è il demo day, durante il quale la giuria, alla presenza di esperti, investitori e personalità del mondo della tecnologia e dell’industria, seleziona i progetti vincitori. “Circa il 50% dei progetti selezionati annualmente prosegue e almeno 1 all’anno diventa una startup, ma per aumentare il tasso di conversione imprenditoriale abbiamo avviato anche un programma light di incubazione”, fanno sapere dall’Innovation 4 Change.

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L’ultima edizione

Proprio in questo periodo si sta chiudendo l’ultima – la quinta – edizione di I4C. I partner sono Autostrade per l’Italia, CNH Industrial, DSM, Enel X, Iren, la Regione Puglia, la Scuola Italiana di Ospitalità (iniziativa promossa da TH Resorts e la Cassa Depositi e Prestiti) e l’Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia (UNICRI). Le sfide su cui hanno lavorato i 50 partecipanti vertono sui temi della sostenibilità, dell’economia circolare, del miglioramento della sicurezza e – particolarmente attuale – dell’imperversare delle fake news sui social network. Siamo curiosi di scoprire quali, tra le soluzioni ideate dal pool di giovani talenti, diverranno startup. Che naturalmente vedrete presto su queste pagine.

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