Il galeone dei padri pellegrini torna in mare: è tech e senza equipaggio
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Ultimo aggiornamento il 31 agosto 2020 alle 14:20

Il galeone dei padri pellegrini torna in mare: è tech e senza equipaggio

Il viaggio della nuova Mayflower tutela gli ecosistemi marini. Il futuro del trasporto su acqua può funzionare con le sole macchine?

Nel 1620 poco più di 100 persone si imbarcarono sulla Mayflower partendo dalla spiaggia di Portsmouth, a sud dell’Inghilterra, per far rotta verso il nuovo mondo. Erano i padri pellegrini. Ci impiegarono circa due mesi per mettere piede sulla Roccia di Plymouth. Quattro secoli dopo, lo stesso viaggio sarà ripercorso seguendo la medesima rotta, ma con una barca decisamente più attrezzata, governata dall’intelligenza artificiale, senza bagni e – questo è un più di un indizio – senza anima viva a bordo. Il progetto Mayflower è stato voluto dalla organizzazione non profit Promare, che vuole preservare e studiare gli ecosistemi marini. Il prossimo 16 settembre è stata fissata la partenza. L’arrivo sulla costa est degli Stati Uniti è attesa due settimane dopo.

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Mayflower tech: cosa c’è a bordo

Come si legge sul sito ufficiale di Promare, «la missione della Mayflower è anche un tentativo pionieristico di affrontare alcune delle più grandi sfide odierne: in questo caso il cambiamento climatico e la salute degli oceani. Ma offre anche una grande opportunità: dimostrare la fattibilità del trasporto a guida autonoma». Il Wall Street Journal ha descritto uno scenario che potrebbe davvero cambiare le sorti dei trasporti via acqua. Barca e navi con meno equipaggio a bordo – o, addirittura, senza – potrebbero ridurre i costi e – soprattutto – i rischi di spedizioni spesso pericolose.

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Senza equipaggio a bordo, la Mayflower tech sarà soltanto nelle mani dell’intelligenza artificiale, l’unico capitano. Nel corso del viaggio la tecnologia raccoglierà dati che consentiranno agli esperti di valutare se questa innovazione è pronta per un salto di qualità. In futuro – si è immaginato il WSJ – il commercio potrebbe fare affidamento anche a queste soluzioni. L’imbarcazione è stata costruita per affrontare le tempeste nell’Oceano Atlantico e, se l’operazione dovesse andare a buon fine, si raggiungerebbe un primato. Nessuna barca non militare di quelle dimensioni (è lunga appena 15 metri) ha mai affrontato con successo la traversata.

Sicurezza e sostenibilità

Per quanto vasto e meno trafficato di una metropoli, l’Atlantico è comunque un posto dove è meglio evitare incidenti. Ecco perché la Mayflower è stata addestrata: grazie al machine learning ha immagazzinato 1 milione di immagini che le permetteranno di farsi strada in acqua senza mettere a rischio altre imbarcazioni. L’obiettivo della missione non si esaurisce alla sfida tecnologica: c’è anche l’ambiente. Ecco allora che l’intero viaggio sarà garantito dai pannelli solari. In caso di emergenza c’è comunque un generatore diesel a bordo.

Dal sito ufficiale di Promare, apprendiamo che sono state 150 le persone che hanno partecipato al crowdfunding per sostenere l’iniziativa. Sono state raccolte 100mila sterline. Dunque appuntamento a metà settembre per la partenza della Mayflower: in due settimane avremo un assaggio del futuro, riscoprendo una pagina di storia fondamentale dell’epoca moderna.

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