Cosmic, la startup che scova le perdite idriche attraverso i raggi cosmici
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Ultimo aggiornamento il 11 novembre 2020 alle 6:35

Cosmic, la startup che scova le perdite idriche attraverso i raggi cosmici

Figlia dei progetti iniziati dalla mother company, Neptune Srl, l'azienda ha vinto l'ESA startup competition ed è stata selezionata per partecipare al salone Ecomondo 2020

Uno studio lungo due anni, sfociato in una realtà concreta nel gennaio 2020. La storia di Cosmic, startup di recente nascita, incrocia la fisica e la chimica con l’ecosostenibilità e il servizio alla comunità pubblica. L’azienda è figlia di un’altra impresa innovativa, Neptune Srl, che si occupa della ricerca di perdite idriche tramite analisi di immagini satellitari e aerei e incubata dall’Agenzia Spaziale Europea – ESA -, nel 2015. Partendo dallo stesso obiettivo di ottimizzare i lavori di identificazione delle perdite di acqua agli operatori, Cosmic ha sviluppato un metodo nuovo e molto più efficace, soprattutto nei contesti urbani. La startup è stata selezionata per partecipare al salone Ecomondo e Key Energy 2020, organizzato in versione digitale da Italian Exhibition Group, e ha di recente vinto un concorso organizzato proprio dall’ESA, rivolto alle imprese innovative in ambito spaziale.

© Foto: Cosmic

La soluzione? Niente meno che i raggi cosmici, particelle subatomiche provenienti, ad esempio, dall’attività solare e dalle esplosioni stellari, che colpiscono la Terra. “I neutroni dei raggi cosmici, non avendo carica elettrica, sono ‘trasparenti’ a tutto, eccetto che all’idrogeno“, spiega Riccardo Marchetto, CEO di Cosmic, a StartupItalia. “Dove c’è una perdita d’acqua, risulta molta più H20, e quindi molti ioni di idrogeno, che vanno a neutralizzare i neutroni. Quindi, quello che la nostra tecnologia fa è controllare costantemente il numero di neutroni. Quando registriamo una caduta di questo numero, è probabile che in quel punto ci sia una perdita e operiamo una mappatura dell’area”. Un sistema analogo a quello che gli astronauti utilizzano, attraverso le sonde, per scoprire eventuali risorse d’acqua su Marte.

Perché i raggi cosmici

Il vantaggio di sfruttare i neutroni derivati dai raggi cosmici è il fatto di averli sempre a disposizione. Ogni minuto, la Terra è investita da migliaia di queste particelle radioattive che provengono dallo spazio. Si tratta di particelle non dannose, poiché filtrate dalla nostra atmosfera, che ne riduce l’energia. Il metodo finora utilizzato per scovare le perdite idriche si basa su un principio acustico, ossia si appoggia un particolare tipo di microfono, detto geofono, sul tubo e si ascolta se c’è un rumore di perdita. Questo metodo permette di controllare circa 5 chilometri di rete al giorno, mentre il sistema lanciato dalla startup può arrivare, a una velocità di 40/50 km/h, a monitorarne oltre 300 chilometri in una giornata.

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“Durante questi anni di ricerca, abbiamo realizzato il sensore in grado di monitorare la presenza di questi neutroni e a testarlo”, afferma il CEO di Cosmic. “A gennaio abbiamo fondato la startup, abbiamo siglato i primi contratti e fatto i primi test“. La modalità di rilevazione è relativamente semplice: lo strumento che monitora i neutroni viene montato su un qualsiasi mezzo e portato lungo le strade, alla ricerca di perdite. Un esempio? I mezzi della nettezza urbana.

© Foto: Hera

La partnership con Hera

La tecnologia sviluppata da Cosmic ha ricevuto fin da subito l’attenzione degli operatori del settore. In particolare, il Gruppo Hera ha siglato in estate una collaborazione con la startup per la sperimentazione del sistema di rilevazione su 1.250 chilometri del territorio bolognese. “Abbiamo consegnato la settimana scorsa, a Hera, i dati con i primi risultati. La rateo di rilevamento è perfettamente comparabile con quella che sarebbe emersa utilizzando la tecnica tradizionale, con la differenza che il nostro sistema è molto più veloce”.

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In questo primo esperimento operativo, lo strumento realizzato da Cosmic è stato montato su un furgone della startup, che ha percorso le aree assegnate dall’accordo con l’operatore. “Ci sono due modalità di rilevazione”, specifica Riccardo Marchetto. “La prima è real time: camminando si evidenzia la caduta di neutroni, a quel punto ci si ferma e si controlla il punto indicato. L’altra opzione è immagazzinare i dati raccolti durante il percorso dei mezzi e visionarli a posteriori”.

© Foto: Cosmic

Lo spazio non solo per gli astronauti

“Siamo giustamente abituati a pensare all’attività spaziale come all’astronauta o alla sonda. Tuttavia, le tecnologie di derivazione spaziale possono essere utilizzate per molti altri ambiti. Basti pensare al sistema TomTom che abbiamo in auto”, osserva Marchetto. A questo proposito, continua il CEO di Cosmic, “essere arrivati primi al concorso lanciato dall’ESA per le imprese innovative, ci porta ad avere una visibilità maggiore”. Un risultato importante, soprattutto in un settore che, seppur di nicchia, consta di un giro d’affari e investimenti dalle cifre molto importanti.

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Quali piani per il futuro?

Visibilità, che, nel caso di Cosmic, si fa ancora più importante per il proseguo del cammino verso l’espansione del proprio progetto. “Attualmente la partecipazione dell’azienda è affidata ai quattro soci fondatori. Al momento siamo in auto finanziamento, ma, per crescere in modo esponenziale, occorre portare parte delle quote dell’azienda sul mercato e trovare investitori“, commenta Marchetto. “Saranno necessari investimenti di una certa rilevanza, da 500mila euro in su, visto il costo di realizzazione dello strumento di rilevazione dei neutroni”. Intanto, la vittoria della competizione ESA ha portato a un premio di 100mila euro, spendibile in servizi di mentoring. “Li sfrutteremo per crescere e migliorare la nostra tecnologia, al fine di abbassare ulteriormente il prezzo del dispositivo”, dichiara il CEO di Cosmic.

© Foto: ESA

Altro tassello importante è stata la partecipazione a Ecomondo 2020, fiera organizzata a Rimini da Italian Exhibition Group, quest’anno in digital edition per la situazione legata al Covid. “Il minimo comune denominatore di eventi come questi è l’accento su ecologia, sostenibilità e risorse. Temi fondamentali, al centro della nostra azienda”. Oltre alla vetrina offerta per mostrare il proprio prodotto. “Un vantaggio doppio, poiché abbiamo avuto la possibilità di esporre il sistema di Cosmic allo stand delle startup”.

Fonte: The United Nations world water development report 2019: leaving no one behind

Il valore dell’acqua in un mondo più sostenibile

Ottimizzare il problema legato alle perdite idriche assume un valore ancora più importante in ottica ecosostenibile. Ogni giorno vengono infatti sprecati milioni di metri cubi d’acqua, proprio a causa del malfunzionamento delle reti, che in media perdono fra il 30 e il 45% dell’acqua presente nei tubi. I motivi principali sono due: la vecchiaia delle condotte e il posizionamento sotterraneo, che rende difficile l’individuazione della perdita. Ecco perché l’attenzione e il rispetto delle risorse passa in buona parte dall’efficientamento delle strutture che le collega ai cittadini. “Viviamo in un mondo che ha sempre più sete”, sottolinea il CEO di Cosmic. “Sia per l’aumento della popolazione, sia per il cambiamento climatico. Ottimizzare le risorse idriche è quindi più che mai fondamentale”.

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