Il robot riciclone fa la raccolta differenziata. Il prototipo della startup Grycle
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Ultimo aggiornamento il 12 novembre 2020 alle 11:27

Il robottino riciclone fa la raccolta differenziata. Il prototipo della startup Grycle

Nei giorni in cui va in scena l'edizione digitale 2020 della fiera Ecomondo e Key Energy di Rimini, StartupItalia ha intervistato Stefania Iacono Pezzillo, membro del CDA di Grycle

Quello di Grycle è un esempio lampante di come la tecnologia sia un alleato dell’uomo. Perfino nel fare la raccolta differenziata. La startup, nata nel 2017, ha infatti realizzato un macchinario in grado di trasformare i rifiuti indifferenziati in granuli di materia prima, separati in modo automatico e pronti per il riuso. Il prototipo elimina quindi la necessità di compiere la raccolta differenziata manualmente, riduce il volume dei rifiuti e li trasforma in materia prima seconda. Ovvero, scarti derivanti dal riciclo dei rifiuti, riutilizzabili nei processi di trasformazione industriale.

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“Il progetto è nato dall’idea di un giovane ingegnere, Edoardo Carlucci“, raconta Stefania Iacono Pezzillo, membro del CDA di Grycle, a StartupItalia. “La sua intuizione è stata chiedersi come realizzare una macchina in grado di riconoscere in maniera autonoma la natura dei vari rifiuti e fare la raccolta differenziata”. Detto, fatto. Naturalmente, con le dovute tempistiche. Dopo mesi di studi e di messa a terra dei progetti, la startup, guidata, oltre che da Carlucci, dall’ingegnere Daniele Pes e dall’economista Stefania Iacono Pezzillo, ha realizzato la tecnologia adatta.

Da intuizione a realtà: il prototipo di Grycle

Il dispositivo lanciato dalla startup, oltre a eliminare la necessità di compiere la raccolta differenziata a mano, riduce di oltre il 90% il volume dell’immondizia e la trasforma in materiale riutilizzabile nei procedimenti di trasformazione industriale. “La tecnologia di Grycle, brevettata in 42 Paesi, cambia il processo di trattamento dei rifiuti”, afferma Stefania Iacono Pezzillo. Grazie a un modulo di intelligenza artificiale, il macchinario è in grado di imparare progressivamente a riconoscere nuovi materiali. Difatti, attraverso una modalità di auto-apprendimento, i suoi sensori si allenano a riconoscere nuovi materiali, anche compositi. Nel momento in cui una delle macchine Grycle riconosce un nuovo materiale, ne trasmette le caratteristiche per riconoscerlo a tutte le altre.

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“Il procedimento si struttura in diverse fasi. In primo luogo avviene la tritatura, riducendo tutti i rifiuti in scaglie indifferenziate. Dopodiché, attraverso uno spettrometro, differenzia le singole scaglie“, spiega Iacono Pezzillo. La divisione dei vari frammenti di rifiuti avviene attraverso un processo di filtraggio e selezione dimensionale elettro-meccanica prima e una selezione per natura dei frammenti, proprio da parte dello spettrometro, poi.

Quali applicazioni al momento?

Al momento, il team di Grycle sta lavorando fianco a fianco con dei partner specializzati per raggiungere i primi utilizzi concreti nello smaltimento dei rifiuti. “Le prime applicazioni saranno di tipo verticale, quindi dedicate ad alcune tipologie di rifiuti ben definite. A oggi, gli usi sono principalmente concentrati su due ambiti: le capsule di caffè esauste, per le quali depositeremo un secondo brevetto la prossima settimana, e il plasmix, ovvero rifiuti di plastica indifferenziati. Quello che la tecnologia Grycle farà, sarà identificare e dividere i vari tipi di plastica che normalmente noi buttiamo nello stesso sacchetto”. L’effetto positivo di questa seconda applicazione sarà pertanto vendere la plastica tritata e differenziata a un valore maggiore.

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Tuttavia, secondo la legge vigente, non è possibile installare il dispositivo di Grycle nei condomini italiani. “Nel nostro Paese i rifiuti possono essere trattati soltanto negli impianti di trattamento autorizzati“, specifica Stefania Iacono Pezzillo. “Diversi sindaci ci hanno comunque contattato, chiedendoci di fare dei test, in deroga a questa normativa”.

Smart Bin, progetto in cantiere

“Quello per cui stiamo lavorando, nonché la direzione verso la quale vogliamo spingere Grycle, è la realizzazione di Smart Bin“, dice Iacono Pezzillo. “Ossia cassonetti intelligenti, posizionati in punti strategici controllati, che vedono ogni giorno grossi volumi di rifiuti, come i centri commerciali o i parcheggi dei supermercati. Postazioni in cui è più semplice e ragionevole ottenere la deroga, almeno per fare dei test, da parte della pubblica amministrazione”. All’interno degli Smart Bin, avverrebbero i vari passaggi che la tecnologia Grycle offre: tritatura, divisione e selezione dell’immondizia.

Grycle, dall’autofinanziamento al crowdfunding in tempo di pandemia

Il team di Grycle ha avviato il progetto mediante bootstrapping. Il primo finanziamento è arrivato da Corner Stones, una piccola società milanese che identifica e finanzia progetti innovativi, e ha consentito alla startup di realizzare il quarto prototipo della propria tecnologia. Un passo importante è arrivato con una recente campagna di crowdfunding, chiusa a oltre 320mila euro. “Abbiamo lanciato il crowdfunding la settimana precedente all’inizio del lockdown generale. Nonostante il periodo non sia stato certamente fortunato, siamo soddisfatti della somma ricevuta”, commenta Stefania Iacono Pezzillo.

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Proprio in questi giorni, inoltre, la startup sta partecipando alla fiera annuale Ecomondo e Key Energy. Solitamente svolta a Rimini, quest’anno, dato il momento, si è tenuta in versione digitale. L’evento, in programma dal 3 al 15 novembre, è un punto di riferimento e una vetrina di rilievo per il mercato e le tecnologie innovative in tema Green Economy. “Ecomondo è stato un modo per conoscere tanti potenziali partner con cui sviluppare progetti e stringere, in futuro, accordi. Si tratta di un’ottima occasione per entrare in contatto anche con grandi aziende specializzate nel settore”.

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