"Vento a noleggio", anche per capire se il ponte sullo Stretto è realizzabile
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Ultimo aggiornamento il 10 novembre 2020 alle 10:21

“Vento a noleggio”, anche per capire se il ponte sullo Stretto è realizzabile

La Galleria del Vento del Politecnico di Milano è a disposizione delle imprese per testare i loro prodotti. Tra questi, anche il ponte per unire Calabria e Sicilia

A Milano solitamente non tira mai vento, eppure c’è un posto in cui raggiunge velocità che a Trieste tocca solo inseguire. È la Galleria del Vento del Politecnico di Milano. Questo edificio del Campus Bovisa è un enorme laboratorio, il più grande in Europa, in cui si studia l’andamento del vento intorno ai corpi dalle più svariate forme e dimensioni, così da valutarne la resistenza e l’aerodinamicità.

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La galleria del vento

La struttura è un po’ un enorme asciugacapelli: è infatti un gigantesco tubo all’interno del quale viene fatto incanalare il vento che soffia nelle due camere di prova. Nella più grande si testano gli effetti del vento su oggetti statici, mentre nella più piccola si provano macchine che si muovono nell’aria ferma. Un impianto che si regge su una tecnologia avanzatissima che è stato oggetto di un recente approfondimento di Genio & Impresa, magazine online di Assolombarda.

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“La Galleria è luogo di ricerca di base per gli studenti e i ricercatori del Politecnico, ma anche di ricerca applicata e di servizio verso il nostro tessuto economico”, afferma Marco Belloli, direttore scientifico della Galleria dal 2001, anno della sua nascita, e custode del laboratorio insieme al responsabile tecnico Luca Ronchi. Nella galleria si possono scatenare raffiche di vento fino a 200 chilometri orari, e la loro interazione con elicotteri, ponti ed edifici, oppure con oggetti più piccoli e comuni, come il casco di un ciclista o di uno sciatore è una tappa essenziale per comprendere la sicurezza degli oggetti in via di realizzazione.

Il modello del ponte di Yavuz Sultan Selim, in Turchia

Molte grandi, medie e piccole imprese italiane si sono affidate proprio alla Galleria del Vento per testare l’efficacia dei propri prodotti in via di sviluppo, affittando l’impianto e “noleggiando il vento” per i giorni necessari alle prove. Un connubio tra scienza e impresa, pubblico e privato, università e mondo che lavoro che ha già consentito di testare impianti fotovoltaici, tracker per pannelli solari, geomembrane usate come coperture e persino interi edifici, riprodotti ovviamente in scala. Con un occhio di riguardo per la sostenibilità: “Lavoriamo sull’efficienza energetica degli edifici o dei velivoli con il bando Ue Clean Sky, nel settore delle energie rinnovabili e dei pannelli fotovoltaici, oppure con le grandi navi da cargo che, grazie ad una rete di vele, consumano e inquinano di meno”.

Il modello dello stadio Mohammed bin Rashid di Dubai

Tutto questo è possibile anche grazie a chi sviluppa i modellini, come conferma il direttore Belloli: “Gli artigiani che costruiscono i modelli in scala e collaborano con noi da tanti anni sono una risorsa preziosissima perché senza di loro tutti i nostri studi non sarebbero possibili”. All’esterno dell’edificio al momento si trovano i modelli di alcune strutture architettoniche che hanno fatto la fama di Milano, come il quartiere City Life e il Palazzo Italia di Expo 2015, treni ad alta velocità, navi e una vera e propria “wall of fame” con le firme di tutti gli atleti che hanno utilizzato le attrezzature testate dalla Galleria. Tra questi Alex Zanardi ed Elia Viviani.

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Al momento alla Galleria del Vento sono tanti i progetti sul tavolo e altrettanti i sogni da realizzare. Tra questi anche la costruzione del vociferato, famigerato, discusso ponte sullo Stretto di Messina. Per alcuni uno sperpero di denaro pubblico senza pari, per altro un modo di avvicinare la Trinacria al continente. Per gli ingegneri milanesi una sfida all’altezza della loro Galleria del Vento.

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