Chi ha bisogno del carrello? La spesa te la porta General Motors
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Ultimo aggiornamento il 12 novembre 2020 alle 14:09

Chi ha bisogno del carrello? La spesa te la porta General Motors

Walmart, leader della GDO negli USA, ha stretto un'accordo con Cruise

Prima di affidarci all’auto a guida autonoma, forse è meglio che si guadagni la nostra fiducia portandoci la spesa. Walmart, la catena di grande distribuzione americana, ha stretto un accordo con Cruise, consociata dalla General Motors, per avviare i test di consegne a domicilio di pane, pasta, e molto altro sfruttando quattro ruote senza alcuna persona al volante. La notizia, ripresa dal sito di Cnbc, ci proietta in un futuro in cui l’ecommerce la fara senz’altro da padrone. Accelerato dalla pandemia, il commercio online dovrà comunque camminare in qualche modo. E per arrivare alla casa dei clienti, sempre più aziende stanno guardando alla tecnologia.

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Walmart: su strada e nei cieli

Nei mesi scorsi Walmart ha fatto parlare di sè per il suo interesse nell’affare TikTok insieme a Oracle. Ma neppure controllare il social network della Generazione Z basterebbe per convincere i clienti a comprare i propri prodotti. Ecco perché l’azienda sta puntando sulle innovazioni nel campo delivery. Oltre alle auto a guida autonoma, che verranno testate dal 2021 insieme alla GM a Scottsdale, in Arizona, l’azienda è al lavoro anche sui droni per la spesa a domicilio. Nei cieli e per strada è dunque in corso una battaglia dove giganti come Amazon competono e investono per tenere in pugno una buona fetta della logistica e dei trasporti. In questo scenario General Motors è in buona compagnia: da Google in già non si contano le aziende che abbiano deciso di sondare la guida autonoma nel proprio business.

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In questi anni Walmart ha lavorato con diverse aziende per sperimentare l’utilità di questo servizio. La strategia a lungo termine è quella delle zero emissioni entro il 2040, come si legge nell’articolo con cui l’azienda dà comunicazione dell’accordo con Cruise. Trend simili sono quelli che possono suggerirci come sarà la spesa del futuro nelle smart cities, dove cambierà il lavoro dentro i supermercati, ma anche le abitudini dei consumatori.

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