L'enorme inquinamento dei cellulari morti. Ci avete mai pensato? - Impact
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Ultimo aggiornamento il 16 novembre 2020 alle 6:37

L’enorme inquinamento dei cellulari morti. Ci avete mai pensato?

Il numero totale di smartphone dismessi nei 27 Paesi dello studio equivale a un valore di vendita di 1,9 miliardi di euro in metalli preziosi come oro, argento, palladio, platino e rame

Non sono solo le automobili, con le loro marmitte, a inquinare. Anche lo smartphone che state frettolosamente compulsando, magari proprio per leggerci, è responsabile di una fetta sempre crescente di inquinamento. Vi siete infatti mai chiesto quanto inquinino i cellulari?

L’inquinamento dei cellulari (morti)

Tranquilli: i vostri dispositivi non emettono anidride carbonica all’invio di un sms o di un messaggino su WhatsApp (in realtà sì, indirettamente, per il lavoro cui espongono i server, ma il discorso si complicherebbe troppo, perciò lo affronteremo in un’altra sede). I cellulari inquinano da morti. Perciò, più ne cambiate più aumentate l’inquinamento. Con l’avvicinarsi del più importante periodo di shopping dell’anno (tra due settimane sarà Black Friday, che apre la stagione dei regali), reBuy ha deciso di commissionare uno studio sui rifiuti elettronici dei telefoni cellulari in 27 Paesi.

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Sono emersi una lunga serie di dati interessanti. La Svezia, per esempio, ha il maggior numero di telefonini pro capite “dismessi”, pari a 1,31, il che significa che gli svedesi hanno più modelli cellulari abbandonati a raccogliere polvere nelle loro case di quanti ne abbiano tutt’ora in mano i cittadini.

La Finlandia occupa il secondo posto per smartphone dimenticati nei cassetti con 1,29 telefoni, mentre Regno Unito, Lituania ed Estonia occupano insieme il terzo posto con 1,24 telefoni cellulari pro capite. La Nuova Zelanda è il Paese con meno telefoni cellulari dismessi pro capite, con un valore di 0,54, seguita dal Canada e dagli Stati Uniti, rispettivamente con 0,60 e 0,68.

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Gli Stati Uniti hanno il maggior numero totale di telefoni cellulari dismessi dell’indice, con 223,1 milioni di unità. Seguono la Germania, con 84,7 milioni, e il Regno Unito con 83,1 milioni.

Il numero totale di telefoni cellulari dismessi per tutti i 27 Paesi dell’indice equivale a un valore di vendita di 1,9 miliardi di euro in metalli preziosi come oro, argento, palladio, platino e rame. L’Italia si colloca al 12° posto su 27, con 1,05 telefoni cellulari dismessi a testa.

Perché è necessario recuperarli?

Ciascuno di noi ha almeno 4-5 cellulari deceduti o semplicemente passati di moda in un cassetto del proprio comodino. Conservarli è come rinunciare a un piccolo tesoro di metalli rari e sempre più ricercati, che oltretutto si stanno esaurendo e costringere l’industria a emettere nuova CO2 nella produzione di altri modelli. Ecco perché la via del riciclo è una soluzione importante, per sé e soprattutto per gli altri. E la stagione natalizia ormai in arrivo dovrebbe spingerci a essere maggiormente altruisti, non solo nei regali, no?

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