Packaging 100% riciclabile? Rarità (per ora). Atteso il boom entro 2025
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Ultimo aggiornamento il 19 novembre 2020 alle 9:01

Packaging 100% riciclabile? Introvabile. Ma nel 2025 è atteso il boom

I numeri sono stati elaborati dall'Osservatorio Immagino di GS1 Italy

Il 74% dei consumatori sarebbe disposto a pagare di più per un prodotto dal packaging sostenibile. Questo è quanto riporta un recente sondaggio pubblicato da Environmental Leader. Ma la domanda di maggior sostenibilità nel packaging da parte degli italiani si scontra da diversi anni con una offerta tutt’altro che green sugli scaffali dei supermercati. Secondo uno studio effettuato dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, infatti, soltanto il 25,4% dei prodotti alimentari nella GDO riporta in etichetta le informazioni necessarie su come smaltirne correttamente la confezione e solo il 6,2% dei prodotti ha un packaging completamente riciclabile. Questo significa che il 74,6% dei prodotti non riporta alcuna informazione.

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Packaging: i rischi per l’ambiente

I dati riferiscono che, messe tutti sulla bilancia, le confezioni acquistate dai consumatori nei supermercati e nelle catene della grande distribuzione – dal reparto cibo a quello per la cura del corpo – ebbene pesano quasi 3 milioni di tonnellate (la cifra è riferita alle spese complessive fatte nel 2019). «Soprattutto negli ultimi tempi i discorsi generatisi intorno al tema della sostenibilità e del riciclo hanno permeato tutti gli ambiti della nostra vita e non possono più essere ignorati, né dalle istituzioni né dalle aziende – ha affermato Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor, azienda italiana pronta a lanciare una nuova linea di snack con carta 100% riciclabile – Per i nostri clienti infatti è sempre più importante poter contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale anche nei piccoli gesti quotidiani, come l’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro».

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Oltre all’impossibilità di riciclare questi prodotti, l’altro rischio deriva dalla dispersione del packaging nell’ambiente. StartupItalia aveva testimoniato l’inquinamento sulle sponde del fiume Po in secca, mostrando quanto l’immondizia frutto dell’inciviltà diffusa finisca con l’avvelenare flora e fauna. Fortunatamente, grazie anche alla spinta dei giovani dei Fridays for Future, la sensibilità verso il green continua a crescere. E le prospettive per il futuro lasciano ben sperare.

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Il futuro più green

I numeri di un’indagine di Markets and Markets, pubblicata su Food Packaging Forum, hanno riferito che il mercato globale dei packaging eco-friendly passerà dagli attuali 174,7 miliardi ai 249,5 miliardi di valore entro il 2025 (+42,8%), registrando un tasso annuo di crescita composto del 7,4%. Ad oggi, secondo lo studio di Osservatorio Immagino di GS1 Italy, i settori merceologici dove sono presenti più informazioni in etichetta sulle modalità di riciclo del packaging sono l’ortofrutta (43,7%), il freddo (41,5%) e la drogheria alimentare (31,8%), seguiti dal fresco (26,5%), il cura casa (24,3%) e le carni (14,6%). Le percentuali dei prodotti che indicano la possibilità di riciclo restano basse invece per quanto riguarda le bevande (14,6%), il pet care (13,1%) e la cura persona (11,5%). E l’acqua in bottiglia? In questo caso il 100% dei marchi informa i consumatori.

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