Obiettivo 2030, cosa prevede il taglio sulle emissioni varato in Europa
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Ultimo aggiornamento il 11 Dicembre 2020 alle 10:55

Obiettivo 2030, cosa prevede il taglio sulle emissioni varato in Europa

Tutela dell'ambiente e della salute viaggiano insieme

La prima a festeggiare il traguardo è stata la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, con un tweet. «Il Consiglio Europeo ha approvata la nostra proposta ambiziosa per un nuovo obiettivo climatico in Europa», ha scritto. A un anno dall’annuncio del Green Deal europeo, il vecchio continente fa un nuovo passo nella lotta contro i cambiamenti climatici. I paesi membri hanno trovato un accordo per ridurre di almeno il 55% le emissioni entro la fine del decennio. Ma non è tutto: l’UE si candida a diventare leader globale nelle politiche contro il climate change.

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Europa

Europa: leader green

La proposta approvata di ridurre le emissioni di CO2 del 55% entro il 2030 è uno degli obiettivi del mandato della Commissione guidata dalla von der Leyen. Questo è forse uno dei più importanti elementi della legacy politica che sarà lasciata alle forze che governeranno nei prossimi anni. Se il traguardo dovesse essere raggiunto, il passaggio successivo sarebbe quello delle emissioni zero entro metà secolo.

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Soddisfatti anche il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, e il premier italiano, Giuseppe Conte, che ha rilasciato la propria dichiarazione in un tweet. In un anno stravolto dalla pandemia, l’UE non ha comunque perso la bussola sulla strada della sostenibilità. Tutela della salute e dell’ambiente viaggiano infatti su binari paralleli: in Italia il 68% delle persone è convinto che lo smog aumenti la diffusione del Covid 19. Negli ultimi mesi studi e ricerche hanno approfondito la correlazione tra inquinamento e letalità del virus.

Aspettando gli USA (e la Cina)

Con il nuovo corso di Joe Biden alla Casa Bianca ci si può aspettare che anche gli Stati Uniti correggano le posizioni negazioniste di Donald Trump sulla crisi climatica, rientrando presto nell’alveo degli Accordi di Parigi. Sullo sfondo resta però l’incognita di paesi come Cina e India: gli esperti suggeriscono che sono questi i paesi dove la lotta allo smog dovrebbe essere tra le priorità. Il 90% delle 200 città più inquinate al mondo si trovano infatti in questi due stati.

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