Lokalana, dagli scarti della lana fertilizzanti e isolanti - Impact
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Ultimo aggiornamento il 5 Aprile 2021 alle 7:00

Lokalana, dagli scarti della lana fertilizzanti e isolanti

Un team dell'università di Bolzano vince l'hackatong "Onda Z @ Kilmahouse 2021", dedicato alla sostenibilità, con una proposta che li trasforma in prodotti alternativi

Si chiama Lokalana ed una startup pensata per abbattere lo spreco della lana ricavandone prodotti alternativi. Basti per esempio pensare al territorio dell’Alto Adige, dove ogni anno vengono buttate oltre 60 tonnellate di scarti. In Italia, d’altronde, si allevano nove milioni di pecore (100 in Europa) e gli scarti della tosatura delle pecore non hanno alcun valore commerciale e vengono venduti all’estero a prezzi molto bassi o smaltiti in discarica. Lokalana è stata premiata all’ultimo hackathon “Onda Z @ Kilmahouse 2021” organizzato da Onde Alte, B Corp e laboratorio multidisciplinare di innovazione sociale, in collaborazione con Klimahouse e con il sostegno dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della Provincia di Bolzano.

Il contest

Nel corso dell’hackathon si sono sfidate circa 60 idee e proposte di soluzioni alla crisi climatica con team fra i 19 ai 30 anni provenienti da tutta Italia, divisi in 10 team, ognuno con il nome di uno degli spot più importanti per surfisti e velisti, in tutto il mondo.

Cosa fa Lokalana?

Ma che cos’è Lokalana? La proposta, lanciata dal team Cyclops composto da due ragazzi e quattro ragazze studenti della facoltà di Design della Libera Università di Bolzano, tra i 19 e i 23 anni punta sul riutilizzo degli scarti di lana per creare coperture e fertilizzanti per l’agricoltura, sfruttando le proprietà di questa fibra tessile naturale. Una volta degradata la lana può infatti essere utilizzata come fertilizzante ed elemento di protezione per il suolo secondo la pacciamatura. Si tratta di una tecnica naturale utilizzata in agricoltura che serve a mantenere caldo il terreno nel periodo invernale e fresco in estate, riducendo la necessità di annaffiare. La copertura è pensata per proteggere le coltivazioni dagli sbalzi di temperatura e dai raggi UV.

Il team ha vinto un percorso di consulenze per lo sviluppo del progetto con NOI techpark di Bolzano, l’hub dell’innovazione dell’Alto Adige dove aziende, istituti e università collaborano a nuovi progetti di ricerca e sviluppo.

La menzione speciale

Una menzione speciale del contest è andata al team Puerto Escondido, che, col progetto Io Uso sfUSO si pone l’obiettivo di creare una rete di piccoli produttori locali, partendo dalla realtà territoriale di Varese, per incentivare comportamenti sostenibili e l’acquisto di prodotti sfusi da parte del consumatore.

Vedere la passione, preparazione e tenacia dei 60 ragazzi che hanno partecipato all’hackathon è per noi la conferma che la Generazione Z possiede realmente una spiccata sensibilità per le questioni sociali e ambientali che riguardano l’intera società – ha spiegato Massimiliano Ventimiglia, Ceo e fondatore di Onde Alte – crediamo infatti che l’inclusione di idee, opinioni, capacità, energie di ragazze e ragazzi nel processo di cambiamento della nostra società e nel disegno del nostro futuro, non è solo giusto, ma fondamentale. Ed è per questo motivo che il coinvolgimento di giovani di diverse età nel percorso di Onde Alte e nei progetti che realizziamo è per noi una costante”.

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