Tombot: il cane robot per il supporto emotivo - Impact

Ultimo aggiornamento il 2 giugno 2020 alle 6:58

Tombot: il cane robot per il supporto emotivo

Dalla California arrivano i tecnologici animali Tombot in supporto dei malati di depressione, demenza e autismo

Morbide orecchie, una soffice pelliccia dorata e una coda che non smette di muoversi. A guardarlo, sembra un vero e proprio cucciolo. Eppure, non lo è. Jennie è il prototipo di un cane robot dall’aspetto super realistico creato da Tombot, un’azienda californiana con sede a Santa Clarita, per le persone affette da demenza e altre patologie.

È Tom Stevens ad aver fondato l’azienda nell’Ottobre di tre anni fa, in collaborazione con Creature Shop di Jim Henson, la nota società di effetti speciali creatrice dei The Muppets.

Ad ispirare Tom la storia di sua madre, affetta da Alzheimer già da diversi anni.

Mia madre viveva con un cane di 2 anni di nome Golden Bear che, con la diagnosi della malattia, le fu portato via“, ha raccontato Stevens. “Ho affrontato una serie di scelte difficili nella mia vita, ma portar via il cane di mia madre è stata tra le più difficili”.

Gli anziani, si sa, traggono un grande conforto dalla compagnia e dall’affetto dei loro animali domestici, ma quando la malattia progredisce, prendersi cura di un cane o di un gatto diventa sempre più complesso. “La storia di mia madre non è unicacosì, ho iniziato a chiedermi se la tecnologia potesse svolgere un qualche ruolo“, ha detto Stevens.

Così, dalla malattia è arrivata l’ispirazione

Tom pensa ad un cane robot dalle sembianze super realistiche e lancia il progetto Tombot iniziando proprio da sua madre e dal primo cucciolo che lei chiama Bob.

Mia mamma è caduta e si è rotta una gamba circa 18 mesi fa”. “Ogni volta che un medico entrava nella sua stanza, lei urlava terrorizzata, convinta che fosse lì per farle soffrire di più. Così abbiamo preso il suo Bob da casa e glielo abbiamo messo accanto. Lei lo ha stretto forte al petto dicendo ‘Bob mi sta aiutando“.

Le persone anziane spesso lottano con la solitudine e l’isolamento, ma per chi è affetto da demenza o da Alzheimer, le cose si complicano. Per anni, la ricerca ha dimostrato che l’uso della terapia assistita da animali negli anziani con demenza riduce significativamente i comportamenti agitati e aumenta l’interazione sociale.

Stevens capisce subito che la sua idea è vincente e continua a far crescere il progetto.

Ma come funziona il cane robot?

Il primo prototipo ufficiale di Tombot è progettato per emulare accuratamente non solo l’aspetto e la consistenza, ma anche i comportamenti di un vero cane, -eccetto la possibilità di mordere!-. 

Il robot è lungo 50 centimetri e pesa poco più di 2 chili; è costituito da più di 10 motori integrati, sette dei quali posizionati nell’area del collo per aiutarlo a muovere orecchie, sopracciglia e naso e imitare le espressioni di un cane vero.

Jennie ha circa 50 sensori sotto la morbida pelliccia prodotta con l’uso di materiali ipoallergenici e antimicrobici. I sensori riescono a percepire con estrema precisione il tocco umano e grazie a essi, il robot risponde muovendo lentamente la testa o scuotendo la coda.

Non è finita qui perché il robot è anche in grado di rispondere ai comandi vocali grazie alla presenza di alcuni sofisticati microfoni integrati. Ah, e può anche andare a dormire!

Stevens ha progettato Jennie affinché potesse sedersi in grembo alla persona o su un braccio della poltrona ma non ha voluto renderla totalmente mobile per evitare che gli anziani inciampino inavvertitamente. Può essere ricaricato come se fosse uno smartphone e, come questo, anche il cane robot ha aggiornamenti software disponibili che possono essere scaricati via internet tramite l’app dedicata.

Insomma, Jennie, ha tutte le carte in regola per somigliare quanto più possibile ad un cane vero e può aiutare non solo gli anziani affetti da Alzheimer o da demenza, ma anche per tutte le persone gravemente stressate, le persone depresse, sole o ansiose.

E non solo: il contatto con un animale robot aiuta anche chi è affetto da autismo

In uno studio del 2012 condotto dagli scienziati dell’Università di Yale, si nota come i bambini con questo disturbo a contatto con un simile robot, giocano di più con questo che con altri giochi; inoltre, la presenza del robot facilita un maggiore coinvolgimento con l’adulto supervisore e li fa parlare di più.

L’animale robot è già stato “preordinato da genitori o nonni per conto di bambini con autismo e altri bisogni speciali, adulti con disturbo depressivo maggiore, PTSD (disturbo post-traumatico da stress) e ansia, nonché da ospedali“, ha affermato Stevens.

Il cane robot viene venduto ora a 450 dollari ma se ci si unisce alla lista d’attesa, si può acquistare ad un prezzo scontato di 399 dollari, significativamente più basso rispetto ai suoi concorrenti -come Paro, il cucciolo di foca usato nelle case di cura che costa ben 6.400 dollari.

I Tombot dovrebbero essere pronti per le prime spedizioni dei clienti entro Maggio 2020.

L’azienda ha dichiarato che, man mano che il progetto avanza, potrebbero essere introdotte diverse razze di cane e persino gatti. “Siamo concentrati su chi ha problemi di salute, ma saremo felici di fornire uno dei nostri robot a chiunque lo voglia“, ha dichiarato Stevens. “Non stiamo cercando di sostituire nulla, ma stiamo cercando di colmare un vuoto“.

Un vuoto che, forse, un cane robot, può aiutare a colmare.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter