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Dic 16, 2018

Calamità naturali: Fondazione Pesenti e SpeedMiUp cercano startup innovative

Talenti cercasi per migliorare la prevenzione e la gestione dei dissesti idrogeologici. Attenzione ai bisogni individuali e competenze i focus del bando

In Italia calamità e disastri ambientali sono sempre in agguato. “E, per il futuro non si prospetta niente di buono, anzi. La situazione non potrà che peggiorare, perché i fenomeni sono sempre più acuti e frequenti, le comunità sempre più vulnerabili e le risorse finanziarie sempre minori“, ha affermato la dottoressa Titta Postiglione, esperta in Rischi ed Emergenze, durante la presentazione di SHaReD, il concorso che ricerca giovani talenti per comunicare e gestire meglio questo tipo di eventi.

Nella Fondazione del Corriere della Sera, si sono alternati esperti in materia ed organizzatori del bando (moderati dal caporedattore della sezione Economia del Corriere della Sera, Nicola Saldutti) per fare il punto sulla questione e definire ambiti ed aspettative riguardo i giovani startupper. SHaReD, indetto da Fondazione Pesenti in collaborazione con il Politecnico e l’Università Bocconi di Milano, premierà le migliori idee con un percorso di 12 mesi, di cui 6 spesati, nell’incubatore SpeedMiUp.

Attenzione al singolo e competenze tecnologiche

Se la nostra nazione è, senza dubbio, conosciuta per la vicinanza e la solidarietà in casi di calamità, è necessario  migliorare la gestione post-emergenza, oltre ad incentivare la prevenzione. Proprio questi sono i due obiettivi principali del concorso, che ambisce ad ottenere questi risultati avvalendosi di giovani talenti vicini al settore. Ad essere ricercate non sono soltanto le competenze tecnologiche, ma, soprattutto l’attenzione ai bisogni del singolo individuo e dell’intera comunità post-emergenza.

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Il soccorso non si esaurisce, infatti, nelle prime settimane dopo la catastrofe, ma prosegue verso la ricostruzione della realtà. “Questo è quello che manca al nostro paese. Spesso arrivano materiali ed oggetti inutili, a bizzeffe, durante i primi giorni, mentre manca quello che serve veramente – fa presente Alvise Biffi, presidente di Piccola Industria Confindustria Lombardia – Creare connessioni di idee e confrontarle con esperti del settore è lo scopo di SpeedMiUp in questo progetto“. Il segreto sarebbe, idealmente, riuscire a capire e comunicare cosa/come/quando/quanto e dove manca qualcosa a chi è stato vittima di un disastro ambientale. Al bando ci si può candidare direttamente dal sito di Fondazione Pesenti, nell’apposita sezione (http://fondazionepesenti.speedmiup.it/) fino al 7 gennaio.

Calamità, l’importanza della prevenzione

“Dal fondo di solidarietà europeo per le emergenze di calamità naturali l’Italia ha ricevuto già due miliardi e mezzo di euro. E si classifica, tristemente, al primo posto in Europa dopo i disastri in Abruzzo, Emilia Romagna e nel centro Italia”, ha sottolineato Titta Postiglione. Un primato che potrebbe essere smentito se, come consigliato sempre dall’esperta, l’Italia investisse quanto, adesso, adibito alla ricostruzione, in prevenzione.

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“Tra le lacune del settore, c’è anche la mancanza di una visione di lungo termine che coinvolga, all’unanimità, cittadini, settore pubblico e settore privato. Il coordinamento tra queste tre sfere è essenziale nella gestione dei cataclismi naturali. A partire dai primi cittadini, che devono essere parte attiva e, invece, spesso non conoscono neppure il proprio territorio”, continua l’esperta.

Affinchè si possa agire sulla prevenzione manca anche la consapevolezza, da parte del cittadino stesso, di vivere, spesso, in una situazione di rischio. “In questo campo, le fondazioni sono elemento centrale, perché offrono la possibilità di fare sistema e convergere interessi pubblici e privati all’interno di un’unica figura”, ha affermato Carlo Pesenti, presidente di Fondazione Pesenti. “In questo senso, dobbiamo creare un legame tra corporate e comunità, trovare eccellenze ed incentivarle. Soltanto dando fiducia e dimostrando quanto la prevenzione convenga davvero si genera fiducia e si innesca un meccanismo virtuoso sulle risorse“, ha concluso Lorenzo Allevi, amministratore delegato di Oltre Venture.

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